Piemonte

Addio a Gianfranco Morgando, cattolico popolare ed ex segretario del Pd piemontese: aveva 76 anni


É morto nella notte Gianfranco Morgando, politico piemontese di area cattolico-democratica, ex sottosegretario ed exsenatore, presidente della fondazione Donat-Cattin. Dal 2007 al 2014 è stato segretario regionale del Partito democratico, con Stefano Lo Russo, ora sindaco di Torino, coordinatore della segreteria.

Morgando da qualche tempo soffriva di una malattia ematologica che lo aveva portato al ricovero all’Istituto oncologico di Candiolo. Nella notte le sue condizioni sono precipitate per il sopraggiungere di una polmonite. Originario di Borgiallo, nel Torinese, dove aveva cominciato la sua carriera politica come amministratore comunale nella Dc, avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 20 dicembre.

“Gianfranco Morgando – è il ricordo di Monica Canalis del Pd – era per me e per molti in Piemonte un amico e un maestro politico, sempre lucido nell’analisi e paziente nelle difficoltà. Un riferimento politico ed umano, capace di mediare e far incontrare le persone intorno ai progetti politici. Ci ricordava sempre che il progetto politico viene prima del percorso del singolo e che le culture politiche sono necessarie anche oggi per non ridurre l’attività politica al mero pragmatismo o alla lotta per il potere”.

Morgando, aggiunge Canalis, “era un politico a tutto tondo, passato dal parlamento, dal governo e soprattutto da quella scuola di democrazia che sono i partiti. Per lui c’era stata la guida regionale del Partito Popolare Italiano e poi del Pd, dal 2007 al 2014. Con lui avevo costruito le basi della Scuola di formazione politica del Pd piemontese. A lui soprattutto devo la mia formazione politica. Allievo di Donat-Cattin, Morgando era un attento osservatore dei fenomeni sociali ed economici, che sapeva leggere in modo riflessivo. Uomo di dialogo e di cultura, legatissimo alla sua famiglia e al suo Canavese, lascia un grande vuoto nel centrosinistra piemontese. Oggi lo piangiamo come cattolici democratici e come piemontesi”.


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