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Tra viole e iris dove gli aromi raccontano la storia d’Italia

Provate a osservare bene quel piccolo acquerello conservato al Museo Napoleonico di Roma, che non a caso si chiama “Viole enigmatiche”: fra steli, foglie e fiori si nasconde il profilo di Napoleone, un messaggio in codice per i suoi seguaci, che nel fiore riconoscevano il simbolo dell’imperatore. Nell’acquerello c’è anche il profilo di Maria Luigia d’Asburgo, seconda moglie di Napoleone e duchessa di Parma: proprio nella città emiliana si schiuse la sua passione per il fiore, ancora oggi uno degli emblemi di Parma.

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La violetta di Parma

Dalla Liguria al Piemonte il regno della LavandaNella città che Proust descrisse come «color malva» si comprano violette candite nelle pasticcerie più antiche, si segue il loro profumo nel negozio Color Viola, che in via Garibaldi custodisce l’eredità dell’antica bottega di Ludovico Borsari, colui che nel 1870 lanciò la celebre fragranza. Quella delle violette è solo una delle numerose storie di fiori che definiscono, esprimono e raccontano la storia di un territorio, la sua politica, la sua economia, storie a volte celebri e a volte sconosciute, sfumate nel ricordo o ancora capaci di alimentare il futuro. Sempre a Parma, la storia e la passione per le violette di Maria Luigia si può ripercorrere nell’elegante museo Glauco Lombardi e si può provare un’interpretazione contemporanea nel profumo e nel colore del cocktail Ouverture creato dalla talentuosa bartender Alice Camellini nell’hotel Palazzo Utini di Noceto, a 15 chilometri dal centro della città.

Un tratto della Riviera dei Gelsomini, che si estende per 90 chilometri lungo la costa ionica calabrese e prende il nome dalle coltivazioni del fiore che in passato la caratterizzavano

A Reggio Calabria al Museo del Bergamotto

Oltre a restare il cuore di celebri fragranze, l’aroma del bergamotto calabrese, coltivato lungo le coste della parte finale della regione, incontra sempre più spesso anche il palato, come nei piatti dello chef Antonio Battaglia all’Altafiumara Resort di Villa San Giovanni e in quelli di Felice Cuzzola del ristorante Drogheria Culinaria di Reggio Calabria: qui il Museo del Bergamotto di via dei Filippini, con i suoi reperti, i suoi laboratori esperienziali e i suoi festival, è il secondo più visitato dopo il museo archeologico che custodisce i Bronzi di Riace.

 

Fiore di Iris Florentina, simbolo di Firenze

Fu intorno alla metà del 700 che si decise di puntare sulla produzione dell’agrume, sin da allora richiestissimo dalle più note case profumiere e che arricchì tutta la regione, anche grazie all’invenzione, nel 1844, della “macchina calabrese” in grado di estrarne l’essenza in modo più efficace. Per il bergamotto fu aperta inoltre la Stazione sperimentale per le industrie delle essenze e dei derivati degli agrumi, eccellenza della ricerca nel settore da quasi 110 anni e che oggi ospita anche una ricca biblioteca.


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