Cede il tetto del capannone, operaio crolla al suolo da 5 metri. E’ in fin di vita

Ancora un grave infortunio sul lavoro in provincia di Padova. Oggi 26 agosto si è sfiorata la tragedia in via Albare a Piombino Dese alla DiGlass Vetrerie. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Cittadella e dal personale dello Spisal di Camposampiero l’uomo, 66 anni di Mirano (Venezia) operante per conto di una ditta esterna, stava effettuando alcuni lavori di manutenzione alla fornace quando è precipitato al suolo da un’altezza di cinque metri. Fin da subito si è capito che le sue condizioni erano critiche. E’ stato tempestivamente soccorso dai colleghi e contestualmente è stato allertato il Suem 118
Gli operatori visto il quadro della vicenda hanno subito allertato l’elisoccorso. Il paziente è stato stabilizzato e subito dopo trasportato a Padova in prognosi riservata. Presenta un preoccupante politraumatismo. I medici per ovvi motivi si sono riservati la prognosi. Saranno decisive le prossime ore per conoscerne i margini di recupero. L’attività dello Spisal è andata avanti fino a tarda sera. Bisognerà ricostruire nei dettagli l’accaduto e soprattutto capire cosa possa aver provocato il crollo del tetto del capannone. A scopo precauzionale l’attività è stata immediatamente bloccata. E’ il secondo infortunio sul lavoro in 24 ore.
Ieri 25 agosto l’emergenza è scattata a San Giorgio in Bosco sempre nell’alta padovana alla ditta Ask Us srl di via Valsugana, leader nel commercio all’ingrosso di articoli sportivi e biciclette. Secondo quanto ricostruito nelle prime ore della mattinata un operaio di 69 anni residente a Campo San Martino, mentre si trovava sul tetto della struttura, è caduto rovinosamente al suolo sempre per un cedimento strutturale. E’ in prognosi riservata e ancora in pericolo di vita anch’egli ricoverato in terapia intensiva a Padova.
Il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo: «Dobbiamo aspettare un morto prima di intervenire? Due cadute dall’alto in 24 ore. Tutte e due nel padovano, tutte e due con operai ultrasessantenni: è una situazione drammatica. La sicurezza sul lavoro deve diventare la priorità nel nostro Veneto».
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