Piemonte

Tra percezione e realtà se Torino non decolla


Se parlate con un torinese, è molto probabile che vi dirà alcune cose. Torino è più bella di quanto si pensi fuori, ma per fortuna molti la stanno scoprendo. Qui sono nate un sacco di cose, e però a un certo punto qualcuno ce le ha portate via: la radio, la tv, il cinema, qualcuno azzarda persino la moda. Torino è una città a misura d’uomo, abbastanza grande per avere quasi tutto ma non così grande da essere invivibile. E infine: tutto sommato a Torino la qualità della vita è buona.

Proprio qualche giorno fa è uscita la classifica della Qualità della vita curata dal «Sole 24 Ore», che ogni anno aggrega una serie di indicatori per misurare come si vive in ciascuna delle 110 province italiane. Il podio è tutto al Nord, precisamente a Nord-Est: Trento, che ha collezionato ben quindici «medaglie» dal 1990 a oggi, poi Bolzano (19), e infine Udine (al suo secondo podio negli ultimi trentacinque anni). Ma che dire di Torino? Secondo i dati del «Sole», non se la passa benissimo. È al 57° posto, si potrebbe dire a metà classifica. Con 538 punti, se la passa molto meglio dei fanalini di coda come Reggio Calabria e Siracusa (che si fermano intorno a 400) ma è distante dai primi posti (dove si superano i 600).

Perché la Torino che tanti immaginiamo come un posto con una buona qualità della vita fatica quando si vanno a prendere le misure? Intanto, va ricordato che lo studio non riguarda le città, ma le province – e Torino ha una provincia enorme, molto eterogenea, fatta di un’area metropolitana, zone periurbane, campagna, comuni alpini. Poi, una risposta arriva guardando il dettaglio dell’analisi. Torino se la passa bene nella categoria «affari e lavoro» (10°), e tutto sommato anche in «ricchezza e consumi» (27°). Due sono gli ambiti in cui invece precipitiamo. Siamo all’82° posto per «ambiente e servizi», trascinati giù da un pessimo indice di salubrità dell’aria e da un tasso di motorizzazione elevatissimo. Peggio ancora su «giustizia e sicurezza»: siamo una delle province critiche per indice di criminalità, rapine, furti, danneggiamenti e insicurezza percepita. C’entra anche l’essere una provincia metropolitana, per carità, visto che sulla sicurezza faticano anche Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli. Ma laddove Milano e Bologna compensano eccome con altro, Torino arranca. Rimbocchiamoci le maniche.


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