Torna in carcere il negoziante che aveva palpeggiato una tredicenne
Deve andare in carcere l’uomo di 42 anni accusato di aver molestato una tredicenne all’interno di un minimarket a Torino: il tribunale del riesame ha accolto il ricorso della procura contro la decisione della gip di liberare il commesso con l’obbligo di firma.
L’uomo accusato di abusi su una 13enne: “Farò un corso per uomini abusanti e voglio cambiare lavoro”


L’uomo era rimasto in carcere due notti prima che la gip lo scarcerasse, scatenando uno scontro politico arrivato fino alla premier Giorgia Meloni e al vice Matteo Salvini. Ma anche al ministro Carlo Nordio, che ha annunciato l’invio degli ispettori del Ministero della Giustizia.


“C’è il concreto pericolo che possa commettere altri reati della stessa specie” sostenevano i pm nella loro richiesta di custodia cautelare in carcere. Lo dimostrerebbe la gravità del fatto e il dettaglio che sapesse l’età della vittima, visto che gliel’aveva chiesta poco prima di palpeggiarla sul seno. Poi c’è il particolare della molestia precedente ai danni di un’altra donna, che gli investigatori non sono ancora riusciti a rintracciare. Anche se la procura procede d’ufficio, considerando i due episodi collegati tra loro.
Poi i pm hanno ricordato che l’indagato non ha né casa né lavoro fissi in Italia. Quindi, come si legge negli atti, c’era il rischio che scappasse in Bangladesh, dove ha lasciato moglie e tre figli: “Qui non ha legami sociali e affettivi tali da essere un freno psicologico all’idea della fuga. Il suo centro di interessi è all’estero e può essere un concreto e raggiungibile rifugio”.


Non è bastata la difesa dell’indagato, difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo, che all’udienza di ieri ha chiesto aiuto, dicendo che non voleva più lavorare a contatto con il pubblico: “Sono disposto anche a frequentare un corso per uomini abusanti”.
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