Sicilia

Torna il caldo, mercoledì 39 gradi a Palermo. Pericolo incendi «alto» a Agrigento, Caltanissetta, Catania ed Enna

La Protezione civile regionale ha pubblicato un avviso per rischio incendi e ondate di calore, valido in Sicilia dalla mezzanotte e per le successive 24 ore. Per la città di Palermo è previsto un rischio di ondate di calore di livello 2 (colore arancione), con temperatura massima percepita di 39 gradi centigradi.

A Messina e Catania previsto un rischio di ondate di calore di livello 1 (colore giallo). In particolare nella città dello stretto la temperatura massima percepita sarà di 37 gradi e nel capoluogo etneo di 38 gradi. Dichiarato il livello di “preallerta”, con pericolosità “media”, per quanto riguarda il rischio incendi a Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Livello di “allerta” con pericolosità alta ad Agrigento, Caltanissetta, Catania ed Enna.

Schifani proroga lo stress termico fino al 30 settembre

Alla luce delle temperature ancora elevate, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha disposto la proroga dell’ordinanza sullo stress termico, la cui scadenza era fissata al 31 agosto. Il provvedimento, che vieta il lavoro esposto al sole tra le 12,30 e le 16 nelle aree a maggior rischio in edilizia, agricoltura, cave e logistica, resterà in vigore fino al 30 settembre. Confermata anche la tutela per i rider. Restano invariate tutte le altre disposizioni, incluso il riferimento alla mappa del rischio pubblicata sul sito worklimate.it. E’ quanto si legge in una nota della Regione Siciliana.

Rischio classi «roventi»

Le temperature sono troppo alte per iniziare a tornare in classe già a partire dalla prossima settimana e via via in tutta Italia fino al 17 settembre, come prevede il calendario scolastico: e così la Flc Cgil chiede di spostare l’inizio delle lezioni «se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 su salute e sicurezza» anche perchè “ci sono stati tre mesi per fare dei lavori ma non è stato fatto nulla e in alcuni territori è invivibile stare 5-6 ore in classe in 20-30 persone. Ci sono delle ragioni che valgono per tutti, non solo per i cantieri in mezzo alla strada», sottolinea la numero uno della Flc Cgil, Gianna Fracassi.

Tutti i sindacati della scuola, benchè con toni a volte più cauti, portano le stesse argomentazioni: bisogna investire di più per gi edifici scolastici, basta chiacchiere, i soldi del Pnrr potevano essere spesi per installare condizionatori in tutte le scuole. Intanto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, fa sapere di aver deciso un contributo di 20 milioni destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, aggiungendo che il dicastero sta lavorando anche ad un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole.

«Ci aspettiamo, inoltre, che gli Enti Locali – Comuni, Province e Città metropolitane – nell’ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole», si raccomanda. Ma gli Enti locali lamentano di avere pochi, pochissimi fondi a disposizione.

“Con la nuova legge finanziaria servono investimenti statali consistenti per dotare le scuole di condizionatori e termosifoni adeguati», chiede il presidente dei presidi di Anp di Roma, Mario Rusconi. C’è anche chi, come la Gilda, è proprio contrario all’idea di rinviare le lezioni per il caldo. «Sarebbe l’ennesima beffa, significa non riuscire a garantire i diritto allo studio in modo adeguato», si indigna Carlo Vito Castellana, coordinatore del sindacato degli insegnanti. Visione opposta quella dell’Anef: «da anni chiediamo la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola», dice il presidente Marcello Pacifico.

E un attacco diretto a Valditara arriva da Avs. «Possibile che questo Governo di climafreghisti se ne freghi non solo degli investimenti in rinnovabili necessari a smettere di bruciare gas e petrolio, ma anche di rendere vivibili le scuole? Non hanno anche loro dei figli? Cosa pensano di fare l’estate prossima? Di chiudere da maggio ad ottobre? Il Ministro Valditara invece di continuare ad annunciare solo scemenze identitarie si preoccupi delle questioni serie», critica la deputata rossoverde Elisabetta Piccolotti.

L’agosto dei record per temperature e decessi

Record. E’ la parola più usata dai servizi meteorologici di mezzo mondo per connotare la media delle temperature nel mese di agosto. E in alcuni casi anche il numero di decessi legati al caldo.

L’Europa è stata particolarmente colpita dalle ondate di calore, già a giugno, il più caldo mai visto nell’ovest del continente. In Spagna, oltre 5.000 persone sono morte per il l’eccessivo calore, il numero più alto da quando l’istituto sanitario Carlos III ha iniziato a raccogliere dati nel 2015. Secondo l’istituto, che ha sede a Madrid, i decessi legati alle temperature eccezionali sono stati 2.149 in agosto, 2.025 a luglio e 937 a giugno, per un totale di 5.111 nei tre mesi. Il precedente record risaliva al 2022, con 4.652 vittime.

Tre volte tanto il bilancio ancora provvisorio della Germania. Al 16 agosto, erano state 15.800 le vittime del caldo secondo l’istituto Robert Koch (RKI), l’autorità sanitaria tedesca.

Luglio è stato un mese rovente in Francia, con una media di 24,9 gradi, ma punte di oltre 43 gradi erano state già toccate a giugno, con ripercussioni anche sul torneo di tennis del Roland Garros, e l’ultima ondata di calore è andata avanti per 23 giorni tra il 28 luglio e il 19 agosto.

In Austria, il termometro è arrivato ad agosto oltre i 40 gradi in diverse località compresa Vienna.

L’estate del 2026 è stata la più calda mai registrata nel Regno Unito, ha annunciato oggi l’agenzia meteorologica britannica Met Office, con una temperatura media tra il primo giugno e il 31 agosto di 16,5 gradi, più dei 16,1 gradi dell’estate del 2025. Decisamente meno che nel sud d’Europa, ma con alcune eccezioni di peso. Il picco è stato raggiunto il 13 agosto, con 38,1 gradi nei Kew Gardens, a ovest di Londra.

Caldo, e tanto, anche nel solitamente piovoso Belgio, dove oltre i 25 gradi scatta di norma l’allarme canicola. Secondo l’Istituito meteorologico reale, l’estate del 2026 è stata la più calda mai registrata con una media di 20,3 gradi. Il precedente record era stato nel 2018, con 19,9 gradi, mentre la media degli ultimi 30 anni è stata di 17,9 gradi. Dunque è la prima volta che la media supera i 20 gradi, grazie anche all’alto numero di giorni in cui il termometro ha superato i 30 gradi.

E anche nell’altra parte del mondo non mancano i primati. L’Australia era arrivata a punte di 50 gradi già a gennaio. Luglio è stato il mese più caldo mai registrato in 48 stati degli Usa. Quello appena finito è stato l’agosto più caldo in India da quando, nel 1901, si è iniziato a registrare le temperature. In media sono stati rilevati 28,01 gradi Celsius, ha riferito l’agenzia meteorologica indiana, con un aumento di 0,67 gradi rispetto alla norma del periodo.

Il 22 agosto, poi, era stato registrato da Copernicus il record di temperatura media delle acque degli oceani: 21,1 gradi, contro il 20,09 di marzo 2024, sotto l’effetto anche di El Nino.


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