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Tomba: “Thoeni doveva essere ultimo tedoforo, non Goggia. Vonn doveva rinunciare ai Giochi”


Cortina – Alberto Tomba accanto a Flavio Roda, come ai bei tempi. La Bomba che cambiò lo sci e l’Italia per un decennio, accanto allo storico allenatore ora diventato presidente della Fisi. Una reunion a casa Italia a Cortina, dove Alberto pranza assistendo sul megaschermo al team event maschile in cui fino all’ultimo trepida per Franzoni e Vinatzer. Poi racconta le emozioni di questi primi giorni olimpici.

Alberto Tomba, questi giochi hanno riunito non solo lei e Roda, ma anche lei e Deborah Compagnoni protagonisti dell’accensione del del braciere di Milano: emozionante?

“Sì, grande inizio, abbiamo acceso l’Olimpiade, con Deborah ci siamo proprio commossi. E che bello anche vedere Gustavo Thoeni che porge la fiaccola a Sofia Goggia a Cortina. Certo, sarebbe stato meglio se avesse acceso il braciere Gustavo, gli atleti in attività meglio di no”.

A Torino 2006 rallentò tutta la cerimonia per l’ovazione del pubblico e Deborah Compagnoni fu costretta a correre per recuperare: stavolta si è comportato bene.

“Per forza eravamo tutti imbalsamati. Qualcuno avrebbe voluto vederci salire 10 scalini, ma è stato bello così quando abbiamo ricevuto il fuoco da Enrico Fabris”.

L’Olimpiade è partita benissimo per l’Italia, già si parla di superare l’edizione di Lillehammer in cui lei fu protagonista.

“Vediamo, non siamo neanche a metà. Speriamo tanto nelle prossime medaglie”.

Come le sembra l’Olimpiade italiana?

“Complimenti, sta andando tutto bene, peccato per gli spostamenti che non sono comodi, soprattutto da qui a Bormio”.

Franzoni sta diventando un protagonista, cosa ne pensa?

“È stato grandioso anche nella discesa della combinata peccato che sia finita così”.

Si è parlato del suo gesto di toccare il bronzo di Sofia Goggia, perché lei ha vinto solo ori e argenti.

“Quando c’è Alberto si comincia subito col gossip”.

Cosa pensa dell’incidente a Lindsey Vonn?

“Secondo me doveva lasciar stare dopo l’infortunio di Crans-Montana. Invece è venuta qui, perché tutti si aspettavano il risultato. È entrata su quella porta esattamente come feci io al mondiale del 1991 quando stavo andando a vincere l’oro in gigante. Peccato, per lei, ma anche per Sofia che ha dovuto aspettare così a lungo in partenza”.

Si aspettava che Federica Brignone potesse essere alle Olimpiadi dopo quello che ha vissuto?

“Lei è proprio forte, non mi aspettavo di vederla così in discesa. Non ha esagerato, anche questa volta ha scelto la tattica giusta”.


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