Cultura

Tiga – Hotlife | Indie For Bunnies

“Hotlife” di Tiga è un disco da ballare, da ascoltare, da godere.

Torna finalmente l’electroclash, genere edonista e decadente, nato dall’unione tra punk e EBM. Tiga lo fonde magistralmente con acid house, synth-pop (poco) e techno (tanta). Dopo quasi dieci anni senza un LP, Tiga torna al suo meglio: freddo, lucido, seduttivo, tagliente e ironico. Sempre sopra le righe.

Credit: Bandcamp

Le tracce sono costruite per il club, ma con una fortissima identità autoriale. “Hotlife” parte diretto e su di giri con “Hot Wife”, “High Rollers” e “Iamwhatiam”. “Silk Scarf” aggiunge sensualità ai beat ma è con la quinta traccia, “Friction”, che il gioco si fa veramente interessante. Una splendida eco dei Suicide (“Friction” appunto e “Cherry”), techno più astratta “I am Your Detroit Sunrise”) e una meravigliosa nostalgia eighties (la conclusiva “Ecstasy Surrounds Me”, brano stupendo e non a caso usato come singolo). Completano il disco due pezzi electroclash oscuri come “I Need You Tonight” e “Lollipop”, il brano più melodico (“I Know A Place”) e la splendida, super ballabile “Sexless Pornographic Losers”.

C’è un’estetica dell’eccesso che sfiora il grottesco, tra lusso kitsch e autoironia. La coolness è talmente esibita da diventare parodia di sé stessa, una cifra tipica di Tiga, qui portata all’estremo.

Si gioca spesso tra sogno revival e precisione contemporanea dove il groove domina e la ripetizione diventa ipnosi.
Le collaborazioni (Boys Noize, Maara, Matthew Dear,Fcukers) non sono mai fini a se stesse o riempitive ma danno un valore aggiunto tangibile alla produzione.

“Hotlife” è coerente ma ricchissimo di sfumature e dettagli. È perfettamente allineato all’estetica Tiga, una rifinitura estrema di un linguaggio già noto.


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