Marche

«Ti metti contro il Governo?»

Tu quoque, Marco, fili mi. Di tutti quelli da cui poteva aspettarsi uno sgambetto (anche se involontario), il governatore Acquaroli non aveva messo in conto Fioravanti, uno dei suoi uomini più fidati. Quando è stato confermato per il bis in Regione il 29 settembre, in quella sede elettorale piena di supporters ha cercato proprio il sindaco di Ascoli per corrergli incontro ed abbracciarlo. Una stima reciproca di lunga data, una militanza fianco a fianco in Fratelli d’Italia. «Marco è il sindaco più pop della nazione», dice Acquaroli di lui. «Grazie a Francesco le Marche sono ripartite», la corrispondenza di amorosi sensi che arriva da Fioravanti.

Le tensioni

Per questa ragione, quando proprio Fioravanti si è messo a dare battaglia al Governo – con tanto di cortocircuito fantozziano sulla delibera revocata – sul Dpcm con la nuova classificazione dei comuni montani, il numero uno di Palazzo Raffaello prima è rimasto spiazzato, poi si è imbufalito. «Sei un sindaco di FdI all’interno del modello Marche (copyright della premier Meloni): ma come ti viene in mente?», la parafrasi delle parole del presidente una volta letta la nota con cui Fioravanti manifestava il suo sostegno ai comuni montani esclusi. «Non posso rimangiarmi quanto detto, come faccio? Non sono solo il sindaco di Ascoli, ma anche il presidente dell’Anci Marche: devo rappresentare tutti», la risposta della fascia tricolore.

Ancona-Roma

Ed è qui che si inserisce la filiera.

Perché la mossa di Fioravanti di appoggiare il ricorso al Tar dei 29 sindaci ribelli contro il Dpcm varato dal Governo non è passata inosservata neanche a Roma. Alti papaveri di FdI nazionale non hanno mancato di ricordare a Fioravanti che «se hai ruoli apicali in Anci è perché ti ci abbiamo messo noi». La fascia tricolore ascolana si è infilata in un cul de sac da cui è difficile uscire: da una parte, i sindaci dei 29 comuni marchigiani esclusi dai montani, dopo essersi sospesi dall’Anci, ora l’hanno messo nel mirino e il primo cittadino di Urbino ne chiede le dimissioni dall’Associazione.

Il fatto che Ascoli sia entrata nella nuova classificazione non ha aiutato affatto, anzi ha avuto l’effetto di uno schiaffo in faccia su chi è stato tagliato fuori. Fioravanti vorrebbe riconciliarsi, mostrandosi solidale. Ma dall’altra parte della barricata c’è il Governo. Il suo Governo, a trazione FdI. Schierarsi contro l’Esecutivo Meloni non è cosa da prendere a cuor leggero. Eppure, di fatto, con la delibera di ieri Ascoli ha preso le parti dei ribelli contro la filiera e il Governo amico. Uno smacco che alle latitudini di Ancona e Roma non hanno preso bene per niente. Tu quoque, Marco, fili mi.




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