Marche

tetto distrutto, crepe sulla facciata. Chiuso per sicurezza il Belvedere



ANCONA Chi abita nelle vicinanze dice d’aver inizialmente pensato a una bomba. E a ben pensarci, gli effetti provocati dal fulmine che venerdì pomeriggio s’è abbattuto sul vecchio faro del Cardeto potrebbero sembrare quelli di un grosso ordigno. La sommità della struttura, in disuso dagli anni ‘70, è stata infatti completamente divelta, con i mattoni e i pezzi del lucernario in vetro scagliati a decine di metri di distanza. La saetta ha anche aperto un vistoso squarcio sul lato della torre, una frattura che si estende fino alla targa commemorativa di Papa Pio IX, andata in frantumi.

 Il bilancio

Ha parlato di «un danno significativo» l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, accorso ieri mattina al Cardeto insieme ai vigili del fuoco del comando di Ancona per la messa in sicurezza dell’area, di proprietà in parte demaniale. I tecnici del Comune hanno subito provveduto a posizionare transenne per delimitare la zona a maggiore rischio di crolli.

Le conseguenze

Al momento risulta completamente inaccessibile tutta l’area del belvedere Scataglini, visto che i detriti del faro sono stati ritrovati addirittura nella boscaglia. Il timore, più che quello di un cedimento strutturale completo, è quello che un’ulteriore ondata di maltempo possa provocare nuovi crolli di calcinacci. «Per questo credo che sarà importante mettere immediatamente in sicurezza il faro, così da garantirne la stabilità strutturale e da impedire che ci siano ulteriori aggravamenti» ha sollecitato Tombolini rispondendo alle domande dei cronisti. Assicurando: «Ne ho già parlato con il direttore del Demanio regionale». Proprio Pierpaolo Russo, al Corriere, ha confermato: «Già da questa mattina (ieri per chi legge, ndr) gli uffici del Demanio sono al lavoro per individuare il percorso più opportuno. Adesso è prematuro fare previsioni ma l’impegno è massimo per iniziare il percorso di recupero del faro».

Sarà coinvolto pure il Ministero della Cultura, essendo un bene tutelato. Tanto lo sconforto. «Da mesi si stava portando avanti l’iter procedurale per costruire una bella iniziativa di carattere culturale al faro», ha detto il direttore Dello Russo. Il riferimento è all’affidamento in concessione della struttura al professore bolognese Gino Gianuizzi, che intendeva trasformare l’area in una fucina di artisti. Il progetto resta, ma ora i tempi inevitabilmente si allungano. Colpito profondamente anche il sindaco Daniele Silvetti, che ha scritto: «La ferita non è solo del “vecchio Faro”, lo squarcio così netto e profondo non ha lasciato impassibili neanche gli anconetani più lontani». Di qui, l’augurio: «Tanti, anzi tantissimi, sono già i solleciti che ci spingono a un pronto ripristino». Ha assicurato: «Tornerai ad essere il nostro punto di riferimento». Il maltempo non si è placato neppure ieri. Oltre ad una forte pioggia, in mattinata sono state avvistate anche diverse trombe d’aria al largo di Ancona.




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