Tesori d’arte a Troia – Il Sole 24 ORE

Dovrebbe sempre cominciare dalla Concattedrale di Santa Maria Assunta nel borgo di Troia, in provincia di Foggia, un viaggio settembrino in Puglia. Perché in questo luogo sacro si riceve una sorta di battesimo alla bellezza della regione tutta, celebre anche per i rosoni in romanico pugliese delle chiese. Il mare custodisce il suo calore come dentro una conchiglia di spuma. I pomi dei primi melograni punteggiano la campagna insieme a quei puntaspilli dei fichi d’India. E dopo la sbornia di bagni, comunque ancora generosi per tutto il mese, torna la voglia di scoprire i tesori artistici e naturalistici. Ecco, dunque, la scelta cadere su Troia e sulla sua Concattedrale fondata nel 1119 su di un preesistente edificio bizantino. La tessitura del rosone dà quasi alla testa per l’impressione visiva di girare attorno vorticosamente e ininterrottamente ai suoi spicchi traforati e separati. Gli animali scolpiti fanno pensare a una fattoria verticale, i bovini in particolare paiono tridimensionali: sedersi qui a mezzogiorno, quando il corso principale è vuoto, addentando una focaccia appena sfornata dal panificio Zurlo, con ancora il gusto dell’espresso preso al Caffè Spadavecchia trasmette un’estasi estetica che non si dimentica più. E non va scordata nemmeno la Chiesa di San Basilio, che ha origini paleocristiane e fu riedificata in epoca bizantina.
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