Umbria

Ternana tra derby e spettro fallimento. Nubi nere al Liberati, altro che fumogeni rossoverdi

di Mattia Farinacci

A Terni gli amanti del calcio e dei colori rossoverdi proprio non riescono a stare tranquilli. Verrebbe da dire così visto l’andazzo delle ultime stagioni, perché nel passato recente – dalla gestione Guida in poi – la Ternana è stata sulla bocca di tutti i tifosi più per le ‘tribolazioni’ extra campo che per i risultati ottenuti sul rettangolo di gioco. Un paradosso, anche se i più superstiziosi potrebbero chiamarlo malocchio o maledizione, che si pone in netto contrasto con la ricchissima storia sportiva di Terni, da sempre terra di grandi campioni dei motori oltre che polo di eccellenza nazionale in discipline come la scherma, il ping-pong o il tiro con l’arco, solo per citarne alcuni.

Il calcio, invece, sembra avere vita maledetta nella città dell’acciaio che proprio per il suo carattere coriaceo e tenace ha comunque saputo scrivere un pezzetto di storia del calcio italiano e di provincia. E proprio in queste settimane in cui la Ternana è nel baratro per il rischio fallimento che incute sempre più timore, Terni è chiamata a tirare fuori la sua anima combattiva per affrontare uno dei più difficili momenti della storia recente della squadra che da sempre incarna e rappresenta i valori della città e della sua gente. Il tutto mentre il derby col Perugia, non esattamente una partita come le altre, si avvicina in un clima che resta tesissimo.

Nel frattempo, mentre l’immagine delle Fere viene danneggiata da un capitolo che non rende giustizia al blasone rossoverde, i social impazzano per la possibile esclusione del club di via della Bardesca, già dato per morto, tra calcoli della nuova ed eventuale classifica e i classici sfottò.

Come detto, la partita più sentita della regione si avvicina, anche se al momento il confronto coi ‘cugini’ sembra essere l’ultimo pensiero dei tifosi rossoverdi. Pensiero che infatti è rivolto con maggiore attenzione, e preoccupazione, al day after del derby oltre che al 16 aprile. Il destino delle Fere si deciderà tutto qui, in una manciata di giorni. Il 13 aprile è prevista l’assemblea dei soci del club, con all’orizzonte scenari che vanno dell’aumento di capitale da parte della proprietà – esclusa dal sindaco Bandecchi su ‘confessione’, dice il primo cittadino, dei legali dei Rizzo – alla liquidazione della società. Esito, quest’ultimo, che cancellerebbe Terni dalla mappa del calcio professionistico. A distanza di 3 giorni le scadenze federali sugli stipendi. Anche su questo fronte drastiche le parole del primo cittadino sulle intenzioni dei Rizzo, che sarebbero quelle di bucare le scadenze e lasciare la società in balia di se stessa.

E mentre i tifosi e la città cercano ancora di metabolizzare un rapido e drammatico susseguirsi di eventi, c’è già chi si è rassegnato a ripartire dai dilettanti. Intanto, è iniziata la caccia al colpevole, se mai ce ne fosse uno solo. Tra chi si scaglia proprio contro Bandecchi e chi invece mette anche Ferrero sul banco degli imputati, sui social non mancano gli sfottò da parte di storici avversari e rivali. Tifosi rivali, quelli delle squadre del girone B, che sono spettatori interessati alla vicenda e si avventano contro il Thyrus rossoverde, dato già per morto, scervellandosi tra cavilli regolamentari e calcoli di classifica in caso di esclusione. Una ferita profonda nell’orgoglio e la passione dei ternani, che ancora una volta dovranno fare affidamento sulla propria forza per far fronte all’ennesimo scempio perpetrato contro la storia rossoverde.

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