Playoff Superlega, la Sir Susa Scai torna a godersi un super Solè

Una premessa è d’obbligo: chi lo ha sostituito non lo ha certo fatto rimpiangere, ma in partite come quelle di ieri un po’ di esperienza in più certamente non guasta.
Dopo un lungo periodo trascorso a mezzo servizio (era tornato qualche settimana fa, ma si è dovuto nuovamente fermare) si è ripreso la scena in maniera fragorosa Sebastian Solè che contro la Gas Sales Bluenergy Piacenza ha fatto la differenza.
Anzi, con 11 punti a referto e l’88% in attacco (percentuale monstre), si è preso l’MVP contribuendo alla prematura eliminazione degli emiliani.
“Innanzitutto sono contento che portiamo Perugia in una Finale scudetto – dice il centrale argentino – penso che se lo merita, ce lo meritiamo perché abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo punto e fin dall’inizio diciamo sempre che bisogna arrivare fino alla fine, questa volta ci siamo alla grande e siamo lì con la Champions, siamo qua e poi questa è stata una serie in cui abbiamo affrontato una squadra che stava giocando meglio sicuramente in quella fase, è certo che hanno avuto un’assenza, ma secondo me se noi avessimo giocato “male” forse avremmo perso, quindi a parte le loro assenze io ritengo che noi abbiamo giocato bene perché comunque siamo stati anche sotto in alcuni set e mi tengo questo, quello che abbiamo fatto”.
Il momento chiave è stato senza dubbio quando sono stati annullati tre palle set nella prima frazione:
“Sicuramente, quando la squadra lavora con uno stesso obiettivo, accadono queste cose, che magari si sta sotto, era quasi perso il set e poi invece lo abbiamo vinto. Quando la squadra sta bene, in connessione, possono succedere queste cose. Vincere quel primo set ci ha dato una grande fiducia per andare avanti nella partita!”.
A dimostrazione della condizione che progredisce il doppio muro rifilato a Gutierrez e Galassi:
“Il muro più bello? La sequenza dell’ultimo set, quando stavamo recuperando: è difficile fare due muri di fila e quando capita è “tanta roba” e quindi mi tengo questo. Ci stavo provando a rientrare e a guadagnarmi il posto sicuramente, perché non stavo bene fisicamente, sto soffrendo un po’ con i dolori ma tengo duro, ci sto lavorando sicuro e solo io so quanto dolore sento e quanto è difficile stare ogni giorno a lavorare e per questo sono contento, perché veramente non è facile quando fa male e riuscire a stare in campo, sono contento”.
Ora ci sono all’orizzonte ben diciotto giorni senza impegni agonistici. Un periodo da sfruttare al massimo:
“Secondo me adesso un pochino di stacco ci sta perché è un periodo stancante, però non troppo perché arriva veloce il momento e quindi sicuramente punteremo a stare meglio fisicamente perché se stiamo bene fisicamente poi tutto arriva, e poi il coach ci dirà su cosa lavorare”.
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