Mare e legalità, i sommozzatori della Guardia di Finanza e Sea Sheperd insieme per la bonifica dei fondali genovesi

Genova. In occasione della Giornata del Mare, celebrata l’11 aprile 2026, i militari del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di finanza di Genova hanno condotto una significativa operazione di bonifica dei fondali marini in prossimità del relitto del posamine Pelagosa, nello specchio d’acqua antistante Genova Quarto.
I rifiuti abbandonati sui fondali, in particolare le attrezzature da pesca dismesse, costituiscono una delle principali cause di inquinamento silenzioso e persistente degli ambienti marini: intrappolano e uccidono la fauna ittica, alterano gli equilibri della biodiversità e danneggiano irreparabilmente habitat di straordinario valore naturalistico. Rimuovere questi materiali significa restituire al mare la sua integrità, tutelare le specie che lo abitano e preservare un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
L’operazione si è rivelata particolarmente complessa sotto il profilo tecnico e operativo. I sommozzatori hanno operato a una profondità di 36 metri, con l’utilizzo di autorespiratori ad aria compressa, in condizioni ambientali difficili: scarsa visibilità sul fondo, correnti marine significative per individuare e recuperare materiali dispersi lungo l’intera estensione del relitto.
I militari specializzati della Guardia di finanza sono formati per operare in ambienti ostili e ad alto rischio, svolgono quotidianamente attività di contrasto alle violazioni ambientali, repressione della pesca illegale, supporto alle indagini giudiziarie subacquee e interventi di soccorso. La loro azione si inserisce nella più ampia missione istituzionale del Corpo a tutela della legalità. È stato recuperato un ingente quantitativo di materiali abbandonati illecitamente, fra cui sei grandi nasse da pesca, due motori fuoribordo, una trappola per polpi e una batteria per auto. Materiali che avrebbero continuato anche per decenni a rappresentare una fonte attiva di inquinamento chimico e fisico, con effetti devastanti sulla fauna e sulla flora marina locale.
L’attività si è svolta in collaborazione con un team di subacquei di Sea Shepherd Italia Onlus, organizzazione internazionale da decenni in prima linea nella difesa degli oceani e degli ecosistemi marini, dimostrando come la tutela del mare possa essere una responsabilità condivisa, in cui le forze dell’ordine e il volontariato ambientale operano fianco a fianco, moltiplicando l’efficacia delle azioni a tutela dell’ambiente marino, ricordando a tutti — istituzioni, cittadini e operatori del settore – che il mare è un patrimonio vivo da difendere, rispettare e tramandare alle generazioni future.




