Tenuta difensiva e fluidità di gioco, c’è da lavorare. Ma l’Arezzo non molla mai: festa a Forlì

Il Morgagni restituisce all’Arezzo tre punti pesantissimi che possono espandere i loro effetti ben oltre i confini dei novanta minuti. Il gol di Mawuli in extremis, un destro sotto l’incrocio che chiude una partita spesso complicata, ha il sapore di quelle giocate che non si limitano a decidere un risultato ma incidono sull’umore, sulla classifica e forse anche sulla direzione di una stagione.
Amaranto a due facce
La cronaca racconta di un Arezzo che a Forlì ancora una volta va sotto, per la quarta volta consecutiva come a Livorno, con il Pineto e a Sassari, e ancora una volta riesce a raddrizzare la rotta, come con la Juventus Next Gen, con la Pianese e con il Carpi. È una forza ma anche un campanello d’allarme. Perché la rimonta di ieri nasce da una prestazione fatta di alti e bassi, con i centrali difensivi in affanno contro la fisicità di Petrelli e una squadra che concede troppo, tra rigore, gol subito e altre occasioni concesse agli avversari. In questo contesto il peso specifico di Venturi è tangibile: il rigore parato, la respinta su Coveri e la sicurezza nei momenti più delicati hanno tenuto vivo l’Arezzo quando la china si era messa in salita.
Pattarello & Mawuli
Bucchi questo colpaccio dovrà metterlo a frutto nelle prossime settimane, recuperando la solidità difensiva che adesso latita e la scioltezza di manovra di qualche tempo fa. Il valore e l’importanza della vittoria comunque sono incalcolabili e riportano l’Arezzo in testa alla classifica a +2 sul Ravenna. Due cose per spiegare bene il contesto: quando Pattarello gioca da Pattarello, è tutto più facile. Il gol è stilisticamente d’alto lignaggio e lo porta in doppia cifra per la seconda stagione consecutiva. E il generoso, volitivo, imprescindibile Mawuli, una notte così se l’era guadagnata tutta.
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