Supplenza sostegno 2026/27, chi ottiene la continuità supera i colleghi che in GPS hanno un punteggio più alto?

Durante l’appuntamento con la rubrica Question Time dello scorso 12 giugno, Sonia Cannas docente esperta di normativa scolastica ha risposto a uno dei quesiti più caldi del momento per i docenti precari: chi ottiene la conferma sul posto di sostegno passa avanti a chi ha un punteggio più alto nelle GPS? La risposta non è un “sì” assoluto, ma dipende strettamente da una condizione tecnica specifica definita dall’algoritmo ministeriale: il docente deve risultare nominabile nel cosiddetto “bollettino zero”. Vediamo nel dettaglio cosa significano questi termini e come funziona l’assegnazione della continuità didattica sul sostegno senza violare le regole delle graduatorie.
Il “bollettino zero” non è altro che la primissima simulazione virtuale che l’algoritmo ministeriale compie all’avvio delle nomine. Durante questa fase, il sistema verifica se il docente ha legalmente diritto a ricevere una cattedra per l’anno scolastico 2026/2027 in base al proprio punteggio.
Essere “nominabili” significa che, nell’incrocio tra i posti rimasti effettivamente liberi (dopo ruoli, assegnazioni e utilizzazioni) e le preferenze espresse dal docente nella domanda delle 150 sedi, l’insegnante avrebbe diritto a una supplenza annuale (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).
Il meccanismo della conferma: si “scavalca” chi ha più punti?
Il punto centrale chiarito da Sonia Cannas e specificato dalla nota ministeriale del 26 marzo 2026 (punto B.3) è che la continuità didattica non è un diritto assoluto che prescinde dalle graduatorie.
Per poter ottenere la riconferma sullo stesso posto di sostegno dell’anno precedente, devono incastrarsi questi passaggi:
- il docente deve risultare destinatario di un qualunque incarico nella simulazione del bollettino zero;
- Il sistema non richiede che l’insegnante sia nominabile per forza sulla specifica classe di concorso del sostegno (es. ADSS). È sufficiente che il suo punteggio gli garantisca una cattedra su qualsiasi altra materia o tipologia di posto che ha inserito nella domanda delle 150 preferenze;
- se l’algoritmo rileva che il docente ha diritto a una nomina su una qualsiasi delle sue preferenze e, contemporaneamente, il posto di sostegno che occupava l’anno precedente è ancora libero (quindi non occupato da docenti di ruolo o in assegnazione provvisoria), il sistema “blocca” quella vecchia cattedra di sostegno e gliela assegna in automatico.
Cosa succede se manca la nominabilità?
Se un docente ha ricevuto la richiesta di conferma dalla famiglia ma, a causa del suo punteggio troppo basso o di un numero insufficiente di cattedre totali, non risulta nominabile per nessuna delle opzioni espresse nelle 150 preferenze, la riconferma non può essere attivata.
Chi passa avanti a chi?
Il docente confermato sul sostegno non “scavalca” ingiustamente i colleghi con punteggio più alto nel senso tradizionale del termine. Egli deve comunque avere un punteggio tale da garantirgli un posto nel contingente complessivo delle supplenze.
Tuttavia, una volta accertato questo diritto alla nomina nel bollettino zero, la normativa legata alla continuità didattica gli permette di “deviare” la sua assegnazione sulla vecchia scuola, superando su quello specifico posto eventuali colleghi con punteggio superiore che avevano espresso preferenza per quella medesima istituzione scolastica.
Source link




