Supergulp a lutto. È morto Guido De Maria l’inventore di Nick Carter
«… E l’ultimo chiuda la porta». Probabilmente non c’è (quasi) nessun adulto ‘Generazione X’ che non risponderebbe così all’altra parola d’ordine «dice il Saggio, tutto è bene ciò che finisce bene». E altrettanto probabilmente qualcun altro, per trascinamento, finirebbe per dire cose tipo «ebbene sì, maledetto Carter, hai vinto anche stavolta». E’ che prima dei social, prima dei videogiochi, e anche prima delle tv commerciali, in piena età dell’analogico insomma, i fumetti la facevano da padrone – insieme, per dire, alle figurine dei Calciatori – nell’immaginario collettivo dei più giovani e quando le ‘strip’ sbarcarono in televisione, cioè sulla Rai (e in prima serata poi, altro che ‘Tv dei Ragazzì) beh cominciò davvero un’altra fase. Quella disegnata, letteralmente, da Gulp, prima, e SuperGulp poi. Roba che oggi si direbbe virale e che allora sfornava, infatti, tormentoni a raffica.
L’esordio è del 1972 e si deve a Guido De Maria, il disegnatore, pubblicitario, autore televisivo e regista di spot pubblicitari – tra i quali, per dire, quello della ‘camicia con i baffì con Maurizio Costanzo – scomparso oggi. Fu coinvolto da Giancarlo Governi – che per la Rai ha firmato anche la Storia di un Italiano dedicata ad Alberto Sordi – nella realizzazione di un programma di ‘fumetti in tivvu», come appunto cantava l’inconfondibile sigla. A tenere a battesimo la trasmissione, due mostri sacri della comicità surreale, Cochi e Renato. Nick Carter, il furbissimo detective accompagnato dagli assistenti Patsy (quello della porta chiusa) e Ten (quello del ‘dice il Saggiò) sempre alle prese con un mago dei travestimenti come Stanislao Moulinsky – altro ‘memè, come si direbbe oggi, per la frase che usava quando veniva immancabilmente scoperto – è il protagonista di una ‘striscià creata apposta per l’occasione, con la voce di un altro pezzo da novanta della, allora, celluloide: Carlo Romano, cioè Don Camillo o Eli Wallach nel Buono, il brutto, il cattivo, tanto per non dilungarsi. Insomma, la stoffa c’è, e il successo pure, anche se bisognerà attendere il 1977, e la tv a colori, per l’upgrade a ‘Supergulp’, e qui arrivano – stavolta si tratta di vere animazioni, non immagini statiche delle varie tavole – Tintin, Alan Ford, Sturmtruppen, Corto Maltese, i Fantastici Quattro, L’uomo ragno. Poi toccherà a Cocco Bill, Mandrake, Lupo Alberto, Thor, sempre solo citando alcuni dei nomi che, a parte quelli dell’universo Marvel, erano, e sono ancora, dei cult della scena umoristica italiana. Si andò in onda fino al 1981, sempre su Rai2 (Secondo Programma e Seconda Rete tra il 1961 e il 1983). La versione corrente è che si decise di chiudere i battenti prima che l’onda dei cartoni giapponesi finisse per intaccare gli eccellenti ascolti. Insomma, la porta la chiusero loro stessi prima ancora di diventare (forse) ultimi.
Source link




