Sul dark web il ministro Tajani nel mirino degli hacker
Sul darkweb, da almeno due settimane, gli hacker filorussi di «Noname057(16)» hanno pubblicato dati e richiesto notizie, a pagamento, sul ministro degli esteri Antonio Tajani, sul Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e sul capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. Ne scrive il Fatto Quotidiano, secondo cui ancora oggi, questa minaccia ibrida è online perché nessuno l’ha neutralizzata. Sul caso, sempre secondo il quotidiano, indaga la procura di Roma.
«Non mi farò intimidire in nessun modo. Continuerò a lavorare per difendere il mio ministero e l’Italia, rafforzerò sempre più i legami e la collaborazione con i nostri alleati per proteggerci insieme. La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino. Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso». Lo scrive Antonio Tajani su X dopo la notizia che criminali informatici hanno diffuso dati personali sul dark web sia suoi sia, spiega il ministro, dei sui famigliari.
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