successione di Calcinaro, Scarfini in pole position
FERMO Tra un panettone da finire e una Befana da accogliere, Fermo si interroga anche sul futuro politico della città. Con l’arrivo del 2026, infatti, è iniziato il conto alla rovescia in vista delle elezioni amministrative di primavera, elezioni che – come noto – non vedranno più ai nastri di partenza l’ex sindaco Paolo Calcinaro, approdato in Regione. Per la prima volta dopo 11 anni, la città si mostra come un territorio politicamente da riscoprire. E da conquistare. Il 70% di consensi colto da Calcinaro nel 2020 e il record di preferenze dello stesso candidato alle ultime regionali sono un segnale positivo per l’amministrazione.

Lo schema civico
Ci sarà da scoprire, adesso, se lo schema civico impostato nel 2015 terrà nonostante la decadenza del primo cittadino (che ha comunque sempre assicurato una sua vicinanza alla sua ex coalizione). Fino a poco tempo fa ci si interrogava sulla possibilità di accorpare elezioni amministrative e referendum sulla magistratura. Ma l’eventualità di un election day appare ora pressoché impossibile. Con un pizzico di rammarico da una parte e un sospiro di sollievo dall’altra. Andare al voto verso la metà di marzo, infatti, avrebbe comportato dei vantaggi per l’amministrazione uscente, che vanta una fisionomia collaudata. E avrebbe messo in una qualche difficoltà quel centrosinistra che invece è chiamato a riformularsi. Avendo 5 o 6 mesi di tempo, invece, nessuno sembra volersi affrettare nelle scelte.
La corte
Maggioranza: cedere o no alla corte del centrodestra? I partiti tornano a voler dire la loro. Del resto il prossimo anno sarà già la volta delle elezioni politiche e c’è tutto un terreno da preparare. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale i membri del Gruppo misto facenti riferimento a Fratelli d’Italia hanno votato il bilancio di previsione. Un atto non certo secondario. Importante l’uscita del consigliere Bargoni di Fermo Forte, che ha invitato i consiglieri di opposizione a prendere la decisione davanti ai cittadini. E così è andata. Ma all’interno della maggioranza questa mossa, non concordata, non ha fatto altro che ribadire il sottile braccio di ferro in atto per definire le strategie future. Continuare come civici puri o trovare un accordo con i partiti di centrodestra? I malpancisti hanno messo da parte i propositi di creare una ulteriore lista interna. Ma non vogliono nemmeno connotarsi politicamente. Fuori, Fratelli d’Italia ha ratificato nell’assemblea comunale la volontà di presentare il simbolo.
Il campo largo
Al momento l’unica cosa certa è che la maggioranza sembra stringersi attorno alla figura di Alberto Scarfini, possibile successore dello stesso Calcinaro. Il centrosinistra non sta a guardare e continua la serie di incontri per provare a costruire un’alternativa all’attuale governo cittadino. Il Pd è in attesa di nominare i nuovi segretari (comunale e provinciale), con il gruppo consiliare a coordinare il momento di passaggio. A Fermo si confrontano in questo momento la componente più legata alla dottoressa Luisanna Cola e quella al consigliere regionale Fabrizio Cesetti. La prima è anche una potenziale candidata al ruolo di sindaco per il centrosinistra, assieme a Francesco Trasatti, il Licio Livini e altri. Trasatti è diventato recentemente presidente del Conservatorio di Fermo, ma non sembra essere questo un impedimento alla candidatura: sono in diversi, infatti, a ricordare come anche la stessa Nella Brambatti fosse presidente del Conservatorio quando diventò sindaco di Fermo. La coalizione si è incontrata anche durante le feste per trovare un’intesa che coinvolga Pd, Avs, il M5S, “La città che vogliamo” e altri partiti di sinistra. Insomma un campo largo per provare a riprendersi la città.




