Cultura

Su Netflix, c’è un nuovo thriller che aspirava a replicare Spielberg (ma è stato stroncato)

Netflix sperava in un grande successo con The Last House, il nuovo thriller fantascientifico ad alto concetto che prometteva di competere con i classici di Steven Spielberg. Invece, il film diretto da Louis Leterrier ha esordito su Rotten Tomatoes con un deludente 38%, lasciando critici e addetti ai lavori perplessi di fronte a un’opera che, sulla carta, aveva tutti gli ingredienti per funzionare. Il film, che vede protagonisti Wagner Moura e Greta Lee nei panni di una famiglia intrappolata nella propria abitazione mentre un’entità pericolosa minaccia l’esterno, è stato paragonato in fase di promozione ai capolavori sci-fi di Spielberg come E.T. e all’universo narrativo di Cloverfield. Aspettative alte, forse troppo, per una produzione che alla prova dei fatti ha deluso su più fronti.

Molti recensori hanno evidenziato come The Last House sembri in realtà composto da due storie diverse che faticano a dialogare tra loro, creando una disconnessione narrativa che mina la credibilità dell’intero impianto. Anche i personaggi sono descritti come “goffi“, nonostante gli sforzi di Lee e Moura di “cercare una qualche verità emotiva nei loro ruoli a cui aggrapparsi“. L’unica “forza stabilizzante” è la casa stessa: la scenografia riesce a creare uno spazio claustrofobico efficace, probabilmente l’elemento meglio riuscito dell’intera produzione. Se il punteggio dovesse rimanere su questi livelli, The Last House diventerebbe il sesto film consecutivo di Leterrier a ricevere un giudizio “marcio” su Rotten Tomatoes.

Per Greta Lee, The Last House rappresenta il secondo peggior risultato della carriera in termini di consenso critico. Un colpo duro per un’attrice che negli ultimi anni ha costruito una reputazione solida grazie a interpretazioni raffinate e scelte di progetti accurati. Nonostante le critiche negative, resta da vedere come reagirà il pubblico. La storia di Netflix è piena di progetti bocciati dalla critica ma accolti calorosamente dagli spettatori, e Leterrier stesso ha visto diverse sue opere ottenere reazioni migliori dal pubblico rispetto ai critici. Il film racconta la storia di una famiglia costretta a sopravvivere rinchiusa in casa con risorse limitate mentre una minaccia indefinita incombe all’esterno. Il cast include anche Riley Chung, Emma Ho, Noah Alexander Sosnowski, Gabriel Barbosa, Sam Lerner, Audrey Anderson e Sid Edwards.

Netflix continua la sua strategia di saturazione del mercato con produzioni originali che spaziano tra tutti i generi, nel tentativo di replicare il successo planetario di titoli come War Machine con Alan Ritchson, diventato uno dei film più visti di sempre sulla piattaforma e già in sviluppo per un sequel. L’anno è stato intenso per la piattaforma, con uscite come Enola Holmes 3, Apex e People We Meet on Vacation, oltre all’ambizione crescente di portare alcuni progetti selezionati anche nelle sale cinematografiche.

The Last House rappresenta però un esempio di come, anche con un cast di talento, un budget adeguato e una premessa intrigante, la mancanza di una visione registica coerente e di una sceneggiatura solida possa far naufragare un progetto. In un panorama cinematografico sempre più affollato, dove la soglia dell’attenzione è minima e l’offerta vastissima, non basta più l’idea: serve un’esecuzione impeccabile. E su questo fronte, il nuovo thriller di Netflix sembra aver fallito.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »