Strage di Cutro, il testimone in aula: «Il caicco non sembrava in pericolo»
«Se la Finanza ci avesse avvisato alle 23,48 del 25 febbraio che non era in mare, non avrei avuto problemi a far uscire un’imbarcazione nell’ambito dell’operazione di polizia che era in corso». Lo ha ripetuto più volte ieri Gianluca D’Agostino, capitano di vascello ed ex capo del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto di Roma. L’ufficiale ha deposto davanti al Tribunale di Crotone che sta giudicando i 6 militari, 4 della Guardia di Finanza e 2 della Capitaneria di porto, accusati degli omessi soccorsi al caicco “Summer Love”, naufragato il 26 febbraio 2023 a pochi passi dalle coste di Steccato di Cutro causando la morte di 94 migranti. Sott’accusa sono finiti Giuseppe Grillo, capo turno della sala operativa della Guardia di Finanza di Crotone e del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, Alberto Lippolis, comandante del Reparto operativo aeronavale di Vibo Valentia, Antonino Lopresti, ufficiale di comando e controllo tattico del Reparto operativo aeronavale, Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo aeronavale di Taranto, Nicola Nania, ufficiale di ispezione in servizio al Centro nazionale di coordinamento di soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma, e Francesca Perfido, ufficiale di ispezione della Capitaneria di porto di Reggio Calabria.
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