Puglia

Ninetto Davoli nella Nazionale Attori: “Grande emozione qui, a Barletta diretto da Pasolini nel Vangelo secondo Matteo”

Ninetto Davoli nella Nazionale Attori ricorda il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini: un’emozione storica. In esclusiva per BarlettaLive.it il giornalista e divulgatore Nino Vinella ha avvicinato ieri, 19 giugno 2026, l’attore capitano dei colleghi in azzurro in occasione della partita di beneficenza con le Vecchie glorie del Barletta Calcio organizzata dall’associazione Il dono di Luca.

“Sempre una indimenticabile e grandissima emozione ritornare qui a Barletta, di cui conservo ricordo per essere stato diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1964″.

BARLETTA – PASOLINI E IL VANGELO SECONDO MATTEO GIRATO AL CASTELLO NEL 1964

Il nostro territorio, le facce della nostra gente, la figura di Gesù ed i luoghi della Passione nel cinema. Tanti gli esempi. Ma un film in particolare, “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, cinquant’anni nel 2014, è la pellicola in bianco e nero che rende piena giustizia alla suggestione di una Settimana Santa oltre le processioni e il fascino dei riti religiosi per diventare riferimento spirituale da raccontare sul grande schermo. “Il Vangelo secondo Matteo”, allora. Le riprese del film sono iniziate il 24 aprile 1964 e terminate a fine luglio dello stesso anno. Ci aiuta nella documentazione la giovane ricercatrice pasoliniana Silvia Imbornone.

Precisamente nelle note alla sceneggiatura incluse nel volume dedicato al film di Pasolini nella collana dei Meridiani, sono indicate queste location pugliesi impiegate dal regista: “la campagna tra Barletta e Taranto (luoghi delle predicazioni); Castel del Monte (il pretorio); Castello di Gioia del Colle (la cacciata dal tempio, la reggia di Erode); Massafra (Cafarnao). Luoghi-cult, che oggi, a rivedere il film, testimoniano di come sono cambiati in questo mezzo secolo di vita. Ci aiuta nella scelte della immagini Francesco Paolo Dellaquila.

Castel del Monte magnifico anch’esso prima del restauro. Ma specialmente il Castello di Barletta, dove Pasolini radunò per un paio di mesi le comparse e dove ha girato in tutta una serie di ambienti, oggi riqualificati ad altri uso ma allora perfetti allo scopo cinematografico. Ambienti dove più riconoscibile è ad esempio la circolarità di una sala dei quattro bastioni e meno riconoscibile la parte superiore della cosiddetta “ala federiciana” dove adesso è la biblioteca. Perché durante il restauro dell’arch. Grisotti fu demolito il tramezzo che era invece calpestabile nel 1964, e dove Pasolini ripresa la scena dello scherno a Gesù da parte dei soldati (le volte a sesto acuto). Una storia del cinema italiano che “passa” per il Castello, dove Franco Zeffirelli girò vent’anni dopo, nel 1983, il suo “Otello” con Placido Domingo e Katia Ricciarelli. Ma questa è un’altra storia…

Nino Vinella



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