stracciato il contratto con la ditta che realizzava i nuovi spazi per Univpm e Provincia
ANCONA Il contratto con Cmc Ravenna è stato risolto. E il Palazzo di Vetro – prossima sede dellUnivpm e della Provincia – si ferma di nuovo. Stavolta al 62%, dopo una crisi d’impresa già attraversata e un passaggio di mano che avrebbe dovuto rimettere il cantiere sui binari. L’Università Politecnica delle Marche tenta ora la terza strada: affidare ciò che resta dei lavori al Consorzio Stabile Csi, secondo classificato nella gara. «Stiamo cercando di chiudere la vicenda entro la prossima settimana, così da far ripartire il cantiere – dice il rettore Enrico Quagliarini – l’obiettivo è quello di completare i lavori entro il 2027 così da preparare l’edificio per la Capitale della Cultura».
Il nuovo stop
È l’ultimo capitolo di una storia cominciata nel 2023, anno di avvio dell’opera che oggi vale complessivamente 19,3 milioni di euro, compresa una variante da 3,1 milioni. E che aveva cominciato a complicarsi già a fine dello scorso anno con le difficoltà finanziare dell’originaria impresa appaltante, la Manelli Spa di Monopoli. L’Università ha evitato il blocco totale pagando direttamente alcuni subappaltatori, così da tenere in vita il cantiere. Poi era subentrata la Cmc Ravenna, attraverso l’affitto della Manelli. Sembrava il passaggio capace di mettere in sicurezza l’opera. Non è bastato.
«Il cantiere è fermo al 62 per cento», conferma Michele Pompili, dirigente dell’Edilizia dell’Univpm. Il rapporto con Cmc è stato chiuso e l’Ateneo sta percorrendo la strada prevista dalla normativa per arrivare al secondo classificato, il Consorzio Stabile Csi, ditta umbro marchigiana con sede a Perugia e Senigallia. Non si esclude, intanto, una risoluzione consensuale all’esito della trattativa con il soggetto uscente», continua. Nulla di ancora, per ora il Consorzio resta il secondo classificato alla vecchia gara d’appalto. Prima di parlare di ripartenza, insomma, bisogna sciogliere quest’ultimo nodo. Il nuovo stop brucia anche perché appena pochi mesi fa (il sopralluogo di Provincia e Università era avvenuto a giugno scorso) il quadro sembrava essersi stabilizzato e la conclusione dell’intervento veniva indicata nei primi mesi del prossimo anno. Ora quel traguardo è saltato e il calendario torna a essere un’incognita.
I tempi
«Pensavamo fosse una ditta solida», ammette Quagliarini. L’obiettivo era concludere i lavori entro i primi mesi del 2027. Oggi il rettore usa una formula più prudente: «Speriamo entro il 2027». Il ritardo pesa, perché il Palazzo di Vetro non è soltanto un edificio da completare, ma uno dei tasselli più importanti della presenza dell’Università nel cuore di Ancona, anche in vista della Capitale della Cultura. «L’idea dell’Ateneo è farne una vetrina delle attività culturali, con installazioni digitali, iniziative e contenuti capaci di attirare dentro il palazzo anche chi con l’Università non ha nulla a che fare. Una sorta di “Casa Sanremo” della cultura, ma affacciata su Ancona. In osmosi con la città», dice il rettore.
L’Ateneo lo aveva acquistato dalla Provincia per 7,9 milioni di euro, con l’accordo di restituire all’ente circa un terzo degli spazi, pari a circa 5mila metri quadrati. La Provincia tornerà così in centro con uffici dal primo al quinto piano, sale riunioni al sesto e sala consiliare al settimo. Al piano terra sono previsti portineria, accoglienza ed esposizioni. L’Università occuperà invece spazi nei primi tre livelli, destinati a eventi, incontri pubblici, divulgazione e al primo Open Innovation Lab delle Marche.




