Apu, si pianifica il tris con Trento

C’era un’opportunità per l’Apu, quella di sfruttare al meglio il buon calendario iniziale e mettere punti nel salvadanaio. Fin qui missione compiuta. Dopo l’ampio successo con Scafati ecco quello sofferto ma ben più pesante di Cantù, in casa di un possibile competitor. Una partita insolita da interpretare anche sul piano dei numeri se pensiamo che ha vinto la squadra che ha tirato peggio sia da 2 che da 3 punti e che ha tirato (e segnato) meno liberi. La spiegazione? La sola possibile, Udine ha preso molte più conclusioni dell’avversario, 76 contro 61, grazie soprattutto ai 18 rimbalzi offensivi che diventano il dato statistico decisivo in un match vinto di un punto (85-84) al fotofinish e dopo un overtime.
Poi è evidente a tutti che in un finale del genere qualsiasi episodio può diventare quello determinante. A nostro parere tuttavia un fattore molto importante di questa vittoria bianconera va ricercato nella diversa condizione tecnica e soprattutto mentale delle due squadre. Udine ha una sua filosofia di gioco, su quella ha costruito il roster scegliendo stranieri esperti e collaudati, è a buon punto nell’organizzazione e veniva da una vittoria convincente. Cantù all’opposto è ancora alla ricerca della difficile quadra tecnica di un gruppo rinnovato e con vari giocatori stranieri provenienti da altri campionati (il disastroso Gravett arriva dall’Azerbaigian!) e come tali a elevato rischio adattamento. La squadra di coach Vitucci inoltre non ha ancora vinto una partita, precampionato compreso, e giocava con la scimmia sulla spalla e con addosso tutta la pressione di un pubblico passionale. Insomma la leggerezza e la fiducia di Udine rispetto all’ansia da prestazione dei canturini hanno pesato non poco nei momenti chiave del match.
Il calendario ora prevede l’Apu con Trento al Carnera e poi a Treviso. Trento è una squadra che ha una sola modalità di gioco, il basket di corsa. È un roster molto giovane e atletico con 4 stranieri nuovi del nostro torneo (li azzecca quasi sempre) tra cui spiccano le guardie Olivari e Darius Brown, due a cui è meglio non dare confidenza. Premesso che su Trento può pesare l’impegno infrasettimanale di Coppa, la regola contro di loro è che la partita non è mai finita, nemmeno sopra o sotto di 20 punti. Noi crediamo che Udine, con una buona difesa e la gestione del ritmo, possa confermarsi a punteggio pieno.
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