Stadio Flaminio, il tavolo di lavoro di Fondazione Nervi, Carteinregola e Federsupporter sul progetto della S.S. Lazio
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A seguito dell’incontro tenutosi il 19 giugno 2026 tra Fondazione Nervi, Carteinregola e Federsupporter, le parti hanno convenuto di avviare un rapporto stabile di consultazione e collaborazione sul progetto di ristrutturazione e ammodernamento dello Stadio Flaminio, presentato dalla S.S. Lazio S.p.A. e attualmente all’esame della Conferenza dei Servizi preliminare.
Il confronto assumerà come imprescindibile punto di riferimento il Conservation Plan prodotto nell’ambito dell’iniziativa Keeping it Modern della Getty Foundation. Il Piano, redatto con il consenso e il supporto del Comune di Roma, costituisce infatti la base tecnico-scientifica necessaria per ogni valutazione sul recupero, la tutela e la futura valorizzazione dello Stadio Flaminio.
L’obiettivo è tutelare l’interesse pubblico e verificare il pieno rispetto delle norme sostanziali e procedimentali applicabili al progetto.
Il Tavolo di lavoro intende approfondire i principali aspetti critici e controversi della proposta, al fine di elaborare osservazioni puntuali da presentare nell’ambito della suddetta Conferenza dei Servizi.
Una Nota di Carteinregola
Da anni la nostra associazione chiede trasparenza e dibattito pubblico sul destino dello Stadio Flaminio, in particolare sul progetto della S.S. Lazio. Da mesi chiediamo informazione e un confronto preliminare con la cittadinanza sul progetto, in particolare con gli abitanti del Flamini , e ancora il primo giugno scorso abbiamo scritto al Sindaco, all’Assessore allo Sport Onorato e al II Municipio chiedendo che il progetto fosse reso pubblico fin d’ora e che fosse “avviato un confronto democratico con la cittadinanza, in particolare con gli abitanti dei quartieri limitrofi, sui quali ricadranno i più pesanti impatti della eventuale approvazione del progetto” chiedendo di organizzare assemblee pubbliche in presenza e consultazioni dei cittadini on line, come avviene in molte Capitali europee quando le Amministrazioni devono valutare importanti trasformazioni del territorio” e come tra l’altro prevede il “Regolamento per l’attivazione del processo di partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana”, approvato con la Deliberazione n. 57 del 2006, che ha reso i “processi partecipativi una fase obbligatoria e propedeutica all’approvazione dei piani e dei progetti di trasformazione urbana” (fonte: Risorse per Roma)
E proprio riferendoci al citato Regolamento ci chiediamo perchè una trasformazione urbana di tale portata, con implicazioni che riguardano non solo le attività sportive, ma pesanti ricadute sulla vita dei cittadini, sulla mobilità, sui beni culturali e molto altro, non sia coordinato dal Dipartimento Urbanistica, ma affidato al Dipartimento Grandi Eventi, Sport e Turismo.
E stupisce che un aspetto così importante come la partecipazione democratica sia ignorata proprio da un Assessore da tempo impegnato nella fondazione di un “Progetto civico” (AMBM)
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