La Pala d’Altare del convento di Rombiolo torna a splendere
La comunità di Rombiolo ritrova la pala dell’altare un simbolo prezioso grazie a un restauro atteso da anni, cerimonia partecipata al Convento
ROMBIOLO – Una serata all’insegna della cultura, della fede e della valorizzazione del patrimonio storico ha segnato la presentazione ufficiale del restauro della pala d’altare lignea del XVI secolo custodita nella chiesa-convento di Sant’Antonio, situata a metà strada tra Rombiolo centro e la frazione Pernocari.
L’iniziativa, promossa dai Frati Cappuccini di Calabria e dalla comunità parrocchiale di San Michele Arcangelo, ha richiamato numerosi fedeli, cittadini e rappresentanti delle istituzioni. L’opera, in legno e appartenente alla tradizione artistica rinascimentale, è tornata al suo antico splendore grazie a un meticoloso intervento conservativo. Il recupero ha restituito dettagli, decorazioni e significati simbolici, riconsegnando alla comunità un bene di grande rilievo religioso e storico.
LA PRESENTAZIONE DEL RESTAURO DELLA PALA DOPO LA TREDICINA DI SANT’ANTONIO
Dopo la Santa Messa della Tredicina in onore di Sant’Antonio, alle ore 19 si è tenuto l’incontro di presentazione del restauro nella chiesa conventuale. Ad aprire l’evento sono stati i saluti del parroco don Pasquale Sposaro e del responsabile del convento, padre Amedeo Gareri, che hanno richiamato il valore spirituale dell’iniziativa.
Tra le autorità presenti figuravano il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Attilio Nostro, il prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, il sindaco di Rombiolo Caterina Contartese, il direttore centrale del Fondo Edifici di Culto Alessandro Tortorella e il restauratore Antonio Famà, che ha illustrato gli aspetti tecnici dell’intervento.
IL VALORE DEL RESTAURO DELLA PALA D’ALTARE E LA STORIA DEL SUGGESTIVO CONVENTO
Il direttore del Fondo Edifici di Culto, Alessandro Tortorella, ha sottolineato il valore dell’investimento pubblico nel recupero del patrimonio ecclesiastico, mentre il sottosegretario Wanda Ferro ha evidenziato il ruolo del FEC nella tutela dei beni storici e religiosi del Paese.
Nel corso dell’evento è stata ripercorsa anche la storia del convento, le cui origini risalgono al 1587, quando si insediarono i Frati Minori Cappuccini sotto il titolo della Madonna della Consolazione, poi mutato in Santa Maria degli Angeli. Il complesso ha rappresentato per secoli un centro di formazione religiosa fino al 1971.
LA SCOPERTURA DELL’ANTICA OPERA E IL VALORE PER LA COMUNITÀ ROMBIOLESE
Il momento più intenso della serata è stato la scopertura dell’opera restaurata, accolta da un lungo applauso dei presenti.
Durante la presentazione la sindaca Caterina Contartese ha dichiarato: «La conclusione dei lavori e la riconsegna dell’opera restaurata sono avvenute proprio durante il periodo della Tredicina di Sant’Antonio, a pochi giorni dalla festa del Santo, rendendo questo risultato un dono particolarmente significativo per la comunità rombiolese».
Il restauratore Antonio Famà ha illustrato le fasi dell’intervento e il recupero dei dettagli originari della pala. Dalle relazioni tecniche è emerso come il restauro abbia permesso di riportare alla luce elementi prima poco visibili, accrescendo il valore artistico dell’opera.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di tutela e valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, confermando come il restauro non sia solo un intervento tecnico, ma anche un gesto di memoria collettiva e identità condivisa per l’intera comunità di Rombiolo.
LE PAROLE DELLLA SOTTOSEGRETARIA ALL’INTERNO WANDA FERRO
«Ogni restauro è un dialogo tra passato e futuro – ha affermato Wanda Ferro – perché custodire il patrimonio religioso e artistico significa preservare la storia delle comunità e trasmettere alle future generazioni il senso profondo della nostra identità culturale e spirituale».
Il sottosegretario ha inoltre sottolineato che «il Fondo Edifici di Culto svolge un ruolo fondamentale nella tutela dei beni che rappresentano una parte essenziale della storia nazionale e della tradizione religiosa italiana» e che «la Calabria possiede un patrimonio straordinario fatto di chiese, conventi e opere d’arte che raccontano secoli di fede, cultura e relazioni umane».
Nel corso del suo intervento, Wanda Ferro ha ringraziato la comunità dei Frati Cappuccini, la parrocchia di San Michele, la Soprintendenza, i tecnici, i restauratori e tutte le maestranze coinvolte, definendo l’intervento «un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra istituzioni, Chiesa e territorio per la salvaguardia di un patrimonio che appartiene all’intera collettività».
La scopertura della pala restaurata ha rappresentato il momento culminante della serata. Un’opera che torna a essere pienamente fruibile dopo l’intervento conservativo e che restituisce al convento di Sant’Antonio uno dei suoi elementi più significativi sotto il profilo storico, artistico e religioso.
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