Lazio

Spiagge di Ostia, il Consiglio di Stato sblocca i bandi: ecco cosa succede ora

Svolta giudiziaria nel lungo braccio di ferro sulle concessioni balneari di Ostia. Con un’ordinanza depositata il 21 aprile 2026, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello di Roma Capitale, annullando di fatto il “congelamento” che era stato imposto dal TAR del Lazio.

Una decisione che suona come un via libera definitivo per il Campidoglio: la stagione balneare può partire regolarmente il 1° maggio.

L’interesse pubblico prima di tutto

I giudici di Palazzo Spada sono stati chiari: esiste un interesse pubblico urgente che prevale sui ricorsi dei vecchi concessionari.

Impedire la consegna delle spiagge ai nuovi aggiudicatari avrebbe significato condannare il litorale romano a una stagione fantasma, tra servizi bloccati e arenili inaccessibili.

La sentenza ribalta la sospensiva del TAR che aveva bloccato la riconsegna delle aree prevista originariamente per il 31 marzo.

Senza quel passaggio, i nuovi gestori si erano ritrovati nell’impossibilità di allestire strutture e organizzare il personale. Ora, con il sigillo del Consiglio di Stato, il cronoprogramma riprende la sua marcia forzata.

immagine di repertorio

Una vittoria per la trasparenza

Per l’Assessorato al Patrimonio di Roma Capitale, la pronuncia non è solo una vittoria tecnica, ma la conferma della validità del percorso intrapreso all’insegna della legalità e della trasparenza.

L’obiettivo dichiarato è quello di scardinare il sistema delle proroghe infinite, portando finalmente a termine le procedure di gara richieste dalle normative europee (Direttiva Bolkestein).

Cosa succede dal 1° maggio

Con la rimozione del blocco legale, gli uffici capitolini possono completare il passaggio di consegne in tempo record.

Per i cittadini romani e i turisti, questo si traduce nella garanzia di poter fruire delle spiagge di Ostia già dai primi giorni di maggio, con servizi di salvataggio e accoglienza operativi.

Resta ora da capire come reagiranno i concessionari uscenti che avevano puntato tutto sul ricorso amministrativo, ma per il momento la “guerra delle spiagge” segna un punto decisivo a favore dell’amministrazione Gualtieri.

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