Manifestazione dopo il femminicidio-suicidio a Castel Maggiore: “Basta donne uccise”

Mentre le indagini sul presunto femminicidio-suicidio di Castel Maggiore proseguono per fare chiarezza sulla dinamica dell’uccisione della 63enne Adriana Mazzanti e sul suicidio del marito 73enne Mauro Zaccarini, la comunità del paese alle porte di Bologna si prepara a scendere in strada per dire “basta femminicidi”. La Cgil, il Coordinamento donne dello Spi Cgil e la sede bolognese dell’Unione delle donne d’Italia (Udi) hanno annunciato una manifestazione per giovedì alle 19 in piazza della Pace proprio nel comune di residenza delle vittime: “Non possiamo restare inerti di fronte a questo dramma”, dichiarano gli organizzatori.
Una mobilitazione di protesta dopo la tragedia che si è consumata nella casa dei due coniugi tra lunedì e martedì, quando Zaccarini e Mazzanti sono stati trovati senza vita dal figlio di lui: il primo impiccato nello studio dell’abitazione e la seconda morta sul pavimento al piano terra. Secondo quanto ricostruito finora dalla procura di Bologna, l’uomo avrebbe ucciso la moglie, probabilmente per strangolamento, e poi si sarebbe tolto la vita. Ma il movente e l’esatta dinamica del dramma sono al vaglio dei carabinieri nelle indagini in mano alla sostituto procuratore Federica Messina.
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“È successo un’altra volta, un’altra donna è stata uccisa – si legge nella nota diffusa -. Ancora una volta una comunità è stata sconvolta da una grande tragedia che ha radici profonde”. Il femminicidio, rimarcano dal sindacato, “è tra le più gravi lesioni dei diritti umani, e ogni volta dobbiamo fare i conti con un fenomeno culturale che sembra non avere fine, che si perpetua continuamente in tutti i paesi del mondo e in tutte le società”.
La manifestazione di giovedì prevede un momento di raccoglimento per ricordare Anna Mazzanti, che come il marito era ben conosciuta dai vicini di casa e dai residenti di Castel Maggiore. Durante il presidio saranno anche “effettuate delle letture” da parte delle realtà che parteciperanno.
Per la stessa giornata anche l’amministrazione comunale ha chiamato un momento di raccoglimento che si terrà nella frazione di Torre Verde, al Giardino Vittime di El Alamein: “Una comunità ferita – si legge nell’avviso diffuso sui social -. La violenza che travolge la vita delle persone ci chiama alla condivisione del dolore e alla riflessione collettiva”.
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