Speculazione grave su una tragedia, ora chiedano scusa

Dopo le prese di posizione del centrodestra e i chiarimenti del Partito Democratico, sulla bufera politica scoppiata nell’ultimo consiglio comunale di Riccione interviene anche la consigliera ragionale di Rete Civica Elena Ugolini. Al centro dello scontro, l’esibizione da parte dei banchi della maggioranza di destra e sinistra di cartelli recanti la scritta: “Un disagio psichico si cura, non si fa morire – Giustizia per Fakir!”. Un’iniziativa che continua a far discutere e che ora vede l’intervento diretto dell’esponente politica, durissima contro le forze di maggioranza che sostengono l’amministrazione Angelini.
“Quanto accaduto nel Consiglio comunale di Riccione è molto grave – dichiara Ugolini –. I gruppi consiliari del Partito Democratico e di Riccione Coraggiosa hanno esposto un cartello con la scritta: ‘Un disagio psichico si cura, non si fa morire. Giustizia per Fakir’. Non si tratta di una semplice richiesta di verità. Scrivere che una persona ‘non si fa morire’ significa suggerire che qualcuno l’abbia fatta morire, anticipando un giudizio mentre gli accertamenti sono ancora in corso e trasformando una tragedia umana in uno strumento di propaganda politica”.
Ugolini traccia poi un parallelismo con quanto avvenuto nei giorni scorsi nel capoluogo emiliano: “È lo stesso metodo già visto a Bologna, quando, nella piazza convocata dal sindaco Matteo Lepore per ‘invocare verità e giustizia’ il giorno successivo all’evento, c’era chi gridava ‘polizia assassina’ davanti al silenzio delle istituzioni sul palco. Anche nel Consiglio comunale di Riccione la sinistra è rimasta in silenzio davanti a chi aveva già anticipato e scritto sui cartelli l’esito di un processo sommario. Una scelta molto diversa dal rispetto e dalla prudenza che una vicenda così drammatica ed estremamente complessa richiederebbe”.
La nota affronta anche la reazione della prima cittadina di Riccione, Daniela Angelini, che ha preso le distanze dall’iniziativa della propria maggioranza dichiarando di non esserne a conoscenza: “Di fronte a questa iniziativa, il centrodestra locale è giustamente insorto, denunciando un’accusa inaccettabile rivolta alle Forze dell’ordine e agli operatori coinvolti. Persino il sindaco Daniela Angelini ha sentito il dovere di prendere le distanze dai gruppi della propria maggioranza, affermando di non essere stata informata e giudicando non condivisibili i contorni assunti dall’iniziativa. È un intervento apprezzabile, ma tardivo e insufficiente”.
Secondo Ugolini, il passo indietro del sindaco non basta a chiudere la vicenda: “Non può essere soltanto il sindaco a prendere le distanze. Devono essere il Partito Democratico, Riccione Coraggiosa e i consiglieri che hanno esposto quel cartello a riconoscere la gravità del gesto e a chiedere pubblicamente scusa. Scusa alle Forze dell’ordine, ingiustamente esposte a un’accusa prima che siano accertati i fatti. Scusa al Consiglio comunale, utilizzato come palcoscenico per una manifestazione di parte. E soprattutto scusa alla famiglia di Fakir, perché il dolore per la morte di una persona non può essere usato per raccogliere qualche briciola di consenso elettorale”.
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