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Sparatoria in Louisiana, uccide 8 bambini da 1 a 14 anni: “Killer neutralizzato”


NEW YORK – Otto, tra bambini e ragazzini, uccisi all’alba in tre posti diversi a Shreveport, Louisiana, in un crocevia di strade di un quartiere anonimo.

Due donne ferite in modo grave, probabilmente legate al killer, morto dopo un inseguimento con la polizia. L’ultima strage americana colpisce ancora una volta uno dei suoi angoli più normali, ma non sorprende vista la tragica ripetitività. Però devasta per l’età delle vittime: un ex soldato di 31 anni, Shamar Elkins, ha ucciso i bambini – sette dei quali definiti “discendenti”, e non figli, dalla polizia forse per attenuarne l’orrore – come in un’esecuzione. Un ragazzino è stato inseguito mentre cercava di salvarsi correndo per strada. Si è rifugiato su un albero, è rimasto ferito, ma dovrebbe farcela. La polizia parla di «estrema violenza domestica».

Elkins è entrato in azione alle 6 di mattina, sparando e uccidendo in una casa sulla 79ª Street, periferia di Shreverport, 180 mila abitanti, la terza città più popolosa della Louisiana dopo New Orleans e Baton Rouge, vicino al confine con Texas e Arkansas. Il luogo della strage è una zona di campagna, fatta di case singole, boschi di querce, magnolie e cipressi, circondate da strade larghe e deserte. La chiesa battista a pochi isolati. Un posto come tanti dell’America rurale, ma con una tragedia diversa dalle altre. Dopo aver sparato a una donna, a lui legata, il killer è andato in una strada vicina e ha ucciso gli otto bambini e sparato a un’altra donna. L’uomo ha poi rubato una macchina e tentato la fuga. La polizia lo ha inseguito, raggiunto e ucciso vicino a una parrocchia.

Per ore gli investigatori non hanno fornite notizie: l’identificazione dei bambini ha richiesto tempo. Poi la polizia ha indicato il nome del killer e da lì sono emerse le foto sui social. In una, pubblicata su Facebook, Elkins appare con otto bambini piccoli: “Qui con tutti i miei figli”, aveva scritto. In un’altra, si era fotografato con sette bambini, dicendo di averli portati alla messa di Pasqua. In una terza, pubblicata poche ore prima del massacro, c’è la figlia più grande, ripresa in auto mentre mangia. Ma sui social Elkins aveva anche confessato di avere problemi mentali. “Caro Dio – aveva scritto il 9 aprile – oggi ti chiedo di aiutarmi a proteggere la mia mente e le mie emozioni. Quando emerge la negatività, ricordami di dire: ‘Non mi appartiene, nel nome di Gesù”.Quel messaggio è stato il presagio della strage. Il sindaco Tom Arceneaux ha detto solo poche parole: «Questa è una situazione tragica, forse la peggiore che abbiamo mai avuto».

«Il mio cuore è sconvolto”, ha commentato il capo della polizia, Wayne Smith. Liza Demming, che vive a due case di distanza, ha consegnato alla polizia le immagini della sua telecamera di sicurezza che ha ripreso Elkins scappare a piedi. Quando la donna è uscita ha visto sul tetto dell’abitazione vicina il corpo di uno dei piccoli uccisi. Mack London, 71 anni, che vive nello stesso isolato, ha detto di aver saputo della morte dei bambini solo da un vicino, quando è uscito alle 7 per chiudere il cancello di casa. A quel punto ha visto la strada piena di poliziotti e ambulanze.

Lo speaker della Camera, Mike Johnson, nato a Shreveport, ha parlato di «tragedia straziante». L’ex deputata democratica Gabby Giffords, sopravvissuta a un attentato nel 2011, ha commentato: «I nostri figli si fidano di noi per la loro sicurezza e noi continuiamo a deluderli».

Quella avvenuta in Louisiana è la strage più grave dal gennaio 2024, quando otto persone vennero uccise alla periferia di Chicago. Secondo i dati di Gun Violence Archive, nel 2026 ci sono state negli Stati Uniti 114 sparatorie (con almeno 4 persone colpite) in 108 giorni: 65 bambini con meno di 11 anni sono stati uccisi. Quel tragico elenco, adesso, dovrà essere aggiornato.


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