Sottosegretari Calabria, sorpresa Corte d’Appello: sì al referendum
L’ufficio centrale presso la Corte d’Appello ribalta la pronuncia del segretario generale del Consiglio regionale: il referendum popolare sui sottosegretari in Calabria si può fare
Il referendum popolare sulla modifica di Statuto che ha reintrodotto in Calabria i sottosegretari regionali si può fare. A dirlo è l’Ufficio centrale regionale per il referendum, costituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che ha dichiarato ammissibile la richiesta. All’Ufficio centrale si era rivolti i consiglieri d’opposizione, impugnando il verbale con cui il segretario generale del Consiglio regionale calabrese aveva dichiarato che l’iter per il referendum non poteva essere avviato in quanto non previsto dalla legge regionale.
A dar notizia della decisione dell’Ufficio centrale della Corte d’Appello sono i capigruppo d’opposizione, che domani – 3 luglio 2026 – incontreranno a Lamezia la stampa per spiegare le prossime iniziative.
Mettiamo però ordine nella vicenda e spieghiamo di cosa si tratta.
DA DOVE INIZIA LA CONTROVERSIA: LA MODIFICA DI STATUTO
La controversia inizia mesi fa, quando il Consiglio regionale calabrese vota, a maggioranza, l’introduzione dei sottosegretari regionali, modificando lo Statuto. La figura in Calabria si era già vista in passato, con il presidente Loiero, ed erano stati abrogati, nel 2012, durante la legislatura Scopelliti. La maggioranza di centrodestra, però, non si è limitato a modificare lo Statuto. Ha approvato anche la legge che disciplina in Calabria il referendum popolare sullo Statuto e ne ha limitato il ricorso. La norma calabrese dice che non si dà corso al referendum popolare su leggi di revisioni parziali, che coinvolgano aspetti organizzativi o siano mero recepimento di nuove norme nazionali. In questi casi resta possibile la richiesta di referendum, abrogativo.
Una legge che ha scatenato molte polemiche e sulla quale hanno espresso dubbi anche alcuni costituzionalisti, come il professor Unical Guerino D’Ignazio.
DUE LE RICHIESTE DI REFERENDUM PRESENTATE
Le opposizioni, comunque, non demordono. Contro la modifica di Statuto si registrano ben due richieste di referendum presentate, come prevede la legge, presso la segreteria generale del Consiglio regionale. La prima depositata da un comitato formato dal Codacons e da altri attivisti e rimasta senza risposta. La seconda, invece, presentata, a distanza di qualche settimana, dai consiglieri di opposizione. Anche in questo caso la segreteria generale non risponde e l’opposizione, per superare lo stallo, chiede un incontro.
A fine aprile, al termine di un confronto dai toni anche parecchio accesi, arriva il verbale del segretario generale Tommaso Calabrò che in sostanza rigetta la richiesta. La legge regionale, dice, non ammette il ricorso al referendum in questo caso perché la legge che introduce i sottosegretari è una revisione parziale, che riguarda aspetti organizzativi. Nel frattempo il presidente Occhiuto ha dato corso alla nuova modifica di statuto, nominando un sottosegretario, sui due previsti: Ettore Figliolia, che ha accettato l’incarico a titolo gratuito.
LA DECISIONE DELLA CORTE D’APPELLO
L’opposizione, il 7 maggio, presenta ricorso alla Corte d’Appello. La legge calabrese sul referendum all’articolo 9 prevede – dopo una correzione apportata lo scorso febbraio – la possibilità di ricorrere all’Ufficio centrale contro «il verbale di verifica e la dichiarazione di irregolarità della richiesta referendaria» stilato dal segretario generale.
La norma fa riferimento a un passaggio successivo, quello della verifica di regolarità delle firme, della loro autenticazione e della documentazione allegata, ma lascia in effetti un vuoto legislativo su ciò che avviene a monte. Non disciplina cioè espressamente il caso in cui la richiesta venga bloccata all’origine per difetto del presupposto referendario, vale a dire quando la materia venga ritenuta non sottoponibile a referendum. Al tempo stesso riconosce ai consiglieri richiedenti – che non hanno un problema di raccolta firme, perché bastano le loro sottoscrizioni e ad autenticarle è lo stesso Segretario generale – un ampio diritto di ricorso contro gli «atti di irregolarità». E la minoranza se n’è avvalsa.
LA CONFERENZA STAMPA
I capigruppo di opposizione in Consiglio regionale incontreranno la stampa domani, venerdì 3 luglio alle ore 9 e 30, nella sede del Partito Democratico di Lamezia Terme, in Via delle Nazioni. Saranno presenti Ernesto Francesco Alecci per il Partito Democratico, Elisa Scutellà per il Movimento 5 Stelle, Vincenzo Bruno per Tridico Presidente, Francesco De Cicco per Democratici Progressisti Meridionalisti e Filomena Greco per Casa Riformista – Italia Viva. Saranno presenti, inoltre, i legali dei consiglieri: il professore Andrea Lollo e l’avvocato Antonio Ionà.
«Non si può modificare lo Statuto regionale passando sulla testa dei calabresi – scrive in una nota la minoranza – Ora la scelta spetta al presidente Occhiuto che può tornare in aula per ripristinare lo strumento del referendum ed eliminare le figure dei sottosegretari, oppure indire il referendum e chiedere al popolo calabrese di decidere se sprecare ancora soldi per altre poltrone inutili».
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