Società

Sostegno, oltre un posto su dieci resta scoperto a un mese dall’inizio delle lezioni. Maggiore criticità per l’Infanzia

A un mese dall’avvio delle lezioni, più di un posto di sostegno su dieci risulta ancora non assegnato. È quanto emerge dai dati relativi alla copertura delle cattedre destinate agli alunni con disabilità, elaborate dalla Gilda degli insegnanti a cura di Antonio Antonazzo.

La percentuale media nazionale dei posti vacanti dopo il primo mese di attività didattica si attesta all’11,4%, con differenze territoriali contenute ma comunque significative.

Nord, Centro e Sud: divari limitati

Contrariamente a quanto avviene per le ore di sostegno assegnate agli studenti, in questo caso le differenze tra le macroaree risultano relativamente ridotte.

Nel dettaglio, la quota complessiva di posti ancora scoperti è pari al:

  • 12,6% nel Nord;
  • 12% nel Centro;
  • 10% nel Sud e nelle Isole.

Il dato più elevato si registra dunque nelle regioni settentrionali, dove oltre un posto di sostegno su otto non risulta ancora assegnato dopo un mese dall’inizio dell’anno scolastico.

Le maggiori difficoltà nella scuola dell’infanzia

L’ordine scolastico che presenta le criticità più evidenti è la scuola dell’infanzia.

Qui la percentuale di posti vacanti raggiunge:

  • il 16,6% al Nord;
  • il 17,8% al Centro;
  • il 15,4% nel Sud-Isole.

A livello nazionale il dato si attesta al 16,3%, segno che circa una cattedra su sei non è ancora coperta quando l’anno scolastico è già avviato.

Situazione problematica anche nella scuola primaria, dove i posti non assegnati oscillano tra l’11% e il 13% nelle diverse aree del Paese.

Migliora la situazione nelle scuole superiori

Le percentuali diminuiscono progressivamente nei gradi scolastici successivi.

Nella scuola secondaria di secondo grado i posti vacanti risultano pari al:

  • 9,7% nel Nord;
  • 10,9% nel Centro;
  • 7% nel Sud-Isole.

Pur trattandosi dei valori più bassi registrati nelle tabelle, il fenomeno continua comunque a interessare quasi una cattedra su dieci.

Il peso della carenza di specializzati

Secondo il documento che accompagna i dati, i ritardi nelle assegnazioni sono riconducibili principalmente alla carenza di docenti specializzati sul sostegno e alla complessità delle procedure di nomina.

Le operazioni di reclutamento devono infatti seguire una serie di passaggi previsti dalla normativa, che danno priorità agli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione. Solo dopo l’esaurimento delle graduatorie degli aventi diritto è possibile procedere con ulteriori attribuzioni di supplenza.


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