«Sono stato io, chiedo scusa». Il padre è in pericolo di vita
FANO «Venite, stiamo male, stiamo morendo tutti». È la chiamata al 118 che ieri notte poco dopo le 3,30 ha aperto lo squarcio sull’orrore familiare piombato in una casa di viale 12 Settembre, affacciata sulla strada statale nelle vicinanze del santuario di San Paterniano. Il figlio maggiore Safi Md, 21 anni (da compiere il prossimo 25 aprile), con una furia cieca ha accoltellato il padre Ripon, 46 anni, ora in pericolo di vita all’ospedale regionale di Torrette di Ancona, la madre Rebecca Sultana, 43 anni, e il fratello di 16 anni, questi ultimi a loro volta ricoverati con prognosi riservata. È una famiglia del Bangladesh immigrata in Italia nel 2018.
L’allarme del sedicenne
La telefonata l’ha fatta il figlio minore, l’allarme è stato poi girato ai carabinieri tanto che la prima ambulanza e le pattuglie del radiomobile sono giunte pressoché simultaneamente.
L’accoltellatore è stato rintracciato dai carabinieri, in uno stato confusionale per abuso di alcol, a 50 metri dall’abitazione dalla quale si era allontanato a piedi. «Sono stato io» ha subito confessato ai militari dell’Arma, che l’hanno arrestato per triplice tentato omicidio aggravato. La collera del giovane oscurata dall’alcol, che ha rischiato di trasformare l’abitazione in una macelleria, è partita dall’aggressione al fratello, trovato al rientro da una serata al pub sul divano, al piano terra della casa disposta su due livelli.
La dinamica
Poi si è scaricata sui genitori che dormivano al primo piano, svegliati dalle urla. La dinamica degli accoltellamenti è tuttora al vaglio degli investigatori della scientifica, intervenuti ieri mattina in viale 12 Settembre. Il 21enne ha usato più coltelli presi in cucina, almeno tre sono stati trovati sporchi di sangue, uno era spezzato perché la lama è restata conficcata nella schiena del genitore. L’aggressore è rimasto a sua volta ferito alla mano destra.
Nel buio della notte e della ragione non ci sarebbe stata una causa particolare a scatenare la violenza. Così ha detto il minorenne all’operatore del 118, che l’ha tenuto al telefono per 35 minuti per sostenerlo psicologicamente mentre la macchina dei soccorsi era già in azione. E questo ha confermato nel pomeriggio l’accoltellatore nell’interrogatorio durato un’ora presso la caserma dei carabinieri di Fano da parte della pm Anna Gallucci, che coordina le indagini svolte dalla compagnia di Fano e dal reparto operativo provinciale dei carabinieri.

Secondo quanto riferiscono gli avvocati difensori Andrea Floriani e Marco Baietta, l’azione agghiacciante e feroce nascerebbe da un disagio interiore del giovane, operaio in una fabbrica di Bellocchi. Il 21enne ha riferito di essere vittima di vessazioni e maltrattamenti da parte del padre, del quale percepiva una preferenza verso il fratello minore, studente al secondo anno alle superiori.
Il genitore, che ha riportato tagli profondi alla testa e al collo e un colpo violento alla schiena, al momento del soccorso non muoveva né sentiva più le gambe: ieri è stato operato per due ore all’ospedale regionale. Il fratello, rimasto sempre cosciente e lucido, ha subito a sua volta ferite da arma da taglio al collo e alle braccia. La madre è stata accoltellata al collo e al viso, subendo una frattura cranica. Sui davanzali delle finestre, il cornicione e il marciapiede sono rimaste gocce di sangue, cadute probabilmente quando la donna si è affacciata per chiedere aiuto.
La confessione davanti alla pm

«Safi ha ammesso di avere colpito i familiari – affermano gli avvocati -, ma ha dichiarato più volte che non voleva ammazzarli. È stato collaborativo e ha raccontato i fatti. Non è affatto emerso che avrebbe detto di averlo voluto fare da tempo. Ha chiesto scusa, è costernatissimo, sfinito per quanto accaduto. Ora ha bisogno di sostegno e di essere seguito, andrà valutata anche la sua situazione familiare. Vedremo se richiedere una perizia medico legale sulla sua capacità di intendere e di volere».
L’emergenza sanitaria è stata affrontata nella notte tra lunedì e ieri dall’ospedale regionale di Torrette con uno straordinario sforzo. Circa 50 operatori hanno garantito le risposte per 7 codici rossi prima dell’alba, con una donna deceduta e 4 pazienti in prognosi riservata: oltre all’accoltellamento di Fano c’è stato un incidente stradale mortale sull’A14.




