«Il Donoma? Storia indimenticabile. L’indotto ha cambiato il territorio». Discoteca chiusa dopo 13 anni. Aldo Ascani ricorda i tempi d’oro
CIVITANOVA Donoma, non è solo la chiusura di un locale notturno. Se il Gatto Blu in città aveva segnato l’epoca delle discoteche, dai Settanta ai Novanta, ciò che è stato ricavato nell’ex cinema Adriatico in via Mazzini è stato qualcosa di più innovativo. E uno dei fondatori, Aldo Ascani, parla di «una storia che non si può dimenticare». L’imprenditore dell’entertainment racconta come è nata l’offerta “sound theater ad food”.
Le tappe
«A giugno 2013 – ricorda – tutto nasce da un’intuizione.
Con Longhi e Lattanzi andammo a fare un primo sopralluogo. A dirla tutta? La struttura colpì solo me, rimasi folgorato. Il gruppo non era convinto. La svolta arrivò poco dopo, quando tornammo con il nostro architetto storico, Marco Lucchi. Fu lui a dirci una frase che non dimenticherò mai: “È una delle location più belle che ho visto negli ultimi dieci anni”. Lì cambiò tutto».
Ascani parla di Giorgio Longhi e Salvatore Lattanzi, coloro che finanziarono l’intervento. «Il locale era un ex cinema chiuso da oltre 15 anni – continua Ascani – da quella visione nacque un progetto. Il rendering fu presentato nella sala riunioni dell’Hotel Chiaraluna di Civitanova, con una video proiezione. Alla fine silenzio. E poi un grande applauso. Il progetto viene approvato e firmato all’istante. Settembre 2013: iniziano i lavori». Un racconto scandito dalle date ma anche dalle emozioni.
Si arriva così al 12 dicembre 2013, con l’inaugurazione privata: «Autorità, amici, clienti storici. Lo stupore negli occhi delle persone era evidente. Si percepiva. Era qualcosa di mai visto. Un investimento da oltre 1,5 milioni di euro. Un locale super tecnologico, teatrale, con un ristorante bistrot. Un format avanti anni luce». Quindi l’attuale titolare de La Serra parla dei cinque anni di gestione insieme a Giorgio Longhi e Salvatore Lattanzi. «Sold out costanti, i più grandi dj del panorama mondiale, format che ancora oggi fanno scuola, un indotto che ha cambiato il territorio. Gente da Marche, Umbria, Abruzzo, Romagna. Un’attrazione vera».
Vanno ricordati anche i grandi concerti: Luca Carboni, Morgan, Tony Hudley, Incognito, Earth Wind and Fire experience. Quindi l’epilogo: «Come spesso accade nei grandi progetti, le strade si sono divise. Scelte diverse, nuove visioni, altri percorsi imprenditoriali. Ma questo non cancella ciò che è stato costruito. Oggi qualcuno festeggia la chiusura. Io no. Io lo ricordo per quello che è stato: una delle più grandi innovazioni nell’entertainment degli ultimi 20 anni. Oggi finisce una storia, sotto un’altra gestione.
Civitanova forse dormirà più tranquilla, qualcuno sarà anche contento. Ma chi gira il mondo, sa bene cosa significa avere un club così, nel cuore della città. Perché diciamocelo chiaramente: l’epoca dei locali in periferia è finita 30 anni fa. Il futuro è sempre stato lì. E noi lo avevamo già visto. Grazie per ciò che sei stato». La gestione era poi passata in mano all’imprenditore Daniele Maria Angelini, che ha chiesto una proroga ai proprietari, ma invano. L’intero edificio diventerà un grande condominio.




