Sir Susa Scai campione d’Italia, le pagelle: Giannelli-Ben Tara diagonale da Oscar

di Carlo Forciniti
La Sir Susa Scai archivia un campionato difficilmente replicabile. In cui ha vinto il 93 delle partite giocate. Un dato clamoroso, dovuto alla stagione superlativa vissuta dai Block Devils trascinati da Simone Giannelli e da Ben Tara, quest’ultimo al passo d’addio ma alla migliore stagione in maglia bianconera.
GIANNELLI 9,5 In versione “Beautiful mind” come il matematico John Forbes Nash Junior cui è stato intitolato il film interpretato da Russel Crowe. Il “suo” film del campionato lo marchia con una regia da Oscar. Da mente raffinata. Non una novità all’interno di un’annata vissuta da leader come mai prima. Tra regular season e playoff vince per sette volte il titolo di Mvp. Che è tanto ma non dice tutto di un giocatore riferimento assoluto del volley mondiale.
LE FOTO DELLA PARTITA E DEL TRIONFO DELLA SIR
BEN TARA 9,5 Al terzo anno anno in maglia Sir compie il definitivo salto di qualità, pur se la battuta va più che viene. Fino a gara tre di finale dove è un fattore dai nove metri. Marginale o quasi nella finale 2024, due anni dopo contro la Lube è invece tra i protagonisti principali. Logica conseguenza della notevole continuità di rendimento mostrata per tutta la stagione. Per dieci volte si congeda da una partita con il riconoscimento di miglior giocatore. Una macchina da punti, molti dei quali messi a terra nei momenti topici, come conferma l’ultimo atto della serie finale.
COLACI 9,5 Si congeda dalle cose di casa nostra, del campionato italiano, con quella solidità e classe che ne hanno contraddistinto la carriera da predestinato della seconda linea fin dai primi passi. Una carriera divenuta via via leggendaria, a suon di trionfi. A 41 anni si gode da protagonista assoluto e da Mvp della finale scudetto, uno dei successi più dolci, nel rettilineo conclusivo di un percorso che può regalare ancora altre soddisfazioni. Continentali…
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PLOTNYTSKYI 9 Una prima parte di campionato vissuta tra qualche alto e basso. Una seconda in crescita esponenziale, in cui il talento e l’imprevedibilità dell’ucraino si sono rivelati ingredienti fondamentali anche e soprattutto nelle due serie di playoff più calde e complesse: quelle giocate contro Piacenza prima e Civitanova poi, battute anche grazie alle giocate dello schiacciatore, punto fermo della Sir di oggi e di quelle che verranno.
SEMENIUK 9 Il metronomo della squadra. L’equilibratore capace di rendere con costanza ben sopra la sufficienza ma in grado di avere picchi di rendimento tipici dei fuoriclasse. Alla quarta annata a Pian di Massiano, si erge a riferimento indispensabile. Sempre sotto controllo. E particolare tutt’altro che secondario, incisivo come mai nelle passate tre stagioni.
LOSER 8 Fino allo stop di metà febbraio, brilla di luce propria a suon di prove convincenti. In attacco e a muro. Il ko al ginocchio gli preclude la parte conclusiva del campionato, fino a gara due di finale dove rimette piede in campo a distanza di due mesi e mezzo dall’infortunio, per riprendere da dove aveva lasciato.
RUSSO 8 Il punto più alto in gara tre dei quarti contro Monza, dove recita da miglior attore della compagnia all’interno di una serie in cui “Robertone” fa sempre la differenza. Va in doppia cifra in ben nove occasioni.
SOLÈ 7 Il veterano si conferma la solita garanzia. Nei playoff stringe più di una volta i denti fino a prendersi la scena nel terzo atto contro Piacenza, eliminata anche in virtù degli 11 punti corredati da quattro muri messi a referto da uno dei riferimenti dello spogliatoio bianconero.
DZAVORONOK 6,5 Lorenzetti tende poco a parlare dei singoli. Ma su “Dzava” fa più di una volta un’eccezione. Perché quando viene chiamato in campo risponde sempre presente. Non è un caso che nel corso del campionato scali le gerarchie diventando il terzo martello.
CROSATO 6,5 I problemi fisici che affliggono il reparto dei centrali permette a Crosato di trovare più spazio del previsto. Il numero 22 sfrutta l’occasione tanto da meritarsi la conferma per il prossimo anno.
ISHIKAWA 6 Accende e spegne prima dell’infortunio di inizio febbraio che lo fa uscire dai radar. Un cammeo nella partita che vale lo scudetto.
GAGGINI 6 Buon impatto da vice Colaci.
ARGILAGOS 6 Cresce, e cresce bene, all’ombra di Giannelli. Il futuro è suo.
CVANCIGER 6 Qualche cammeo diffuso qua e là.
LORENZETTI 9,5 Una gestione del gruppo e delle diverse fasi della stagione, semplicemente da manuale. Mai una parola fuori posto. Critiche costruttive, profonde, che vanno sempre ben al di là del verdetto del campo che ha visto vincere praticamente sempre la “sua” Sir. Che con il coach fanese solleva al cielo il terzo tricolore della storia. Il secondo firmato Lorenzetti, che entra ancora di più nel mito della pallavolo issandosi al secondo posto nella classifica dei coach più scudettati.
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