Sicilia

Sicurezza in Sicilia, la protesta del Sim Carabinieri: «L’Arma non può coprire tutte le carenze»

«L’Arma non può coprire tutte le carenze»: con queste parole il sindacato dei militari  denuncia uno squilibrio nella gestione dei servizi di sicurezza sul territorio. «Ai carabinieri si chiede una presenza H24, mentre in alcune province le aliquote delle altre forze di polizia sarebbero ridotte o assenti». «In Sicilia la sicurezza non è distribuita in modo equo tra le forze di polizia». È questa la denuncia del Sim carabinieri Sicilia, che punta il dito contro quella che definisce una gestione squilibrata dei servizi di controllo del territorio, con l’Arma chiamata a coprire sistematicamente i vuoti di altri apparati.

Secondo il sindacato, ai carabinieri viene garantita una presenza continua, anche durante le ore notturne, nei giorni festivi e nel periodo estivo, mentre in alcune province le aliquote previste per il concorso delle altre forze di polizia risulterebbero ridotte o addirittura assenti. «Il risultato lo conosciamo bene: i vuoti li copre sempre l’Arma, i colleghi restano soli sulla strada e il prezzo della disorganizzazione lo pagano loro», sostiene il Sim.

A sostegno della propria posizione, il sindacato cita anche un episodio contenuto in atti interni, che dovrà essere verificato nelle sedi competenti. Un cittadino, secondo quanto riferito, si sarebbe presentato in un commissariato per denunciare il furto della propria automobile, venendo però invitato a rivolgersi al 112, quindi ai Carabinieri, perché l’ufficio non sarebbe stato nelle condizioni di raccogliere la denuncia. Per il Sim, se confermata, la vicenda rappresenterebbe un segnale delle criticità organizzative denunciate: «Il cittadino non può essere rimbalzato da un ufficio all’altro e il Carabiniere non può essere la risposta automatica a ogni carenza organizzativa altrui». Il sindacato chiede quindi maggiore attenzione anche nell’attuazione dei «Piani coordinati di controllo del territorio».

«Non basta scrivere i turni: bisogna farli davvero», sostiene il Sim, sottolineando come le eventuali scoperture nelle ore notturne, nei festivi e durante l’estate possano lasciare le pattuglie dell’Arma a intervenire da sole in situazioni come risse, emergenze e servizi ad alto rischio. Una situazione che, secondo il sindacato, avrebbe ripercussioni sia sulla sicurezza dei militari sia sulla qualità del soccorso ai cittadini. Il Sim carabinieri Sicilia contesta inoltre il ricorso sistematico alla disponibilità del personale per compensare le carenze organizzative: «Turni prolungati, riposi compressi, ferie rinviate e famiglie sacrificate non possono essere il modo normale di coprire le carenze di altri».

Da qui la richiesta ai Comandi provinciali dell’Arma di fornire risposte puntuali sulla pianificazione e sull’effettiva esecuzione dei servizi, sugli eventuali squilibri rappresentati ai tavoli di coordinamento e sulle misure adottate per tutelare il personale. Tra le altre proposte figurano il rafforzamento del mutuo soccorso, una maggiore copertura della rete radio e procedure certe per gli interventi ad alto rischio, oltre a rinforzi e recuperi che consentano al personale di usufruire realmente delle ferie. «Non chiediamo privilegi: chiediamo equità nell’esecuzione dei servizi, trasparenza nelle decisioni e sicurezza per chi opera», conclude il Sim Carabinieri Sicilia. Il sindacato avverte infine che non accetterà più «che l’efficienza del sistema si regga sul silenzioso sovraccarico dell’Arma» e chiede che, prima di nuovi sacrifici per il personale, i Comandanti provinciali forniscano risposte al Comando generale e agli stessi carabinieri. «La sicurezza della Sicilia non può reggersi su un modello sbilanciato, dove a pagare sono sempre le stesse divise», conclude il sindacato.


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