«Siamo un motore diesel, ma servirà un sacrificio eccellente»
Piedi di piombo, realismo e nessuna voglia di innescare polemiche estive con la società. Nella sua prima attesissima conferenza stampa della nuova stagione, Gian Piero Gasperini sceglie la via della diplomazia e della lucidità strategica.
Il tecnico della Roma ha affrontato a viso aperto e senza filtri l’intera agenda della calda estate giallorossa: i paletti del Fair Play finanziario, i rinnovi contrattuali, l’addio a parametro zero di Zeki Celik e la fisionopia di un calciomercato che fatica a decollare, ma che risponde a logiche economiche ferree.
Nessun dramma per l’uscita del terzino turco, verso il quale il mister ha speso parole di profonda stima professionale: «Lo ringrazio per tutto quello che ha dato alla causa, per la sua totale disponibilità e per il rendimento costante garantito nell’ultimo campionato. Ora, però, la sua partenza rende urgente un innesto in quel ruolo: va sostituito».
La metafora del mister: «Mercato diesel, ma la società è con me»
Gasperini ha voluto blindare l’asse con la proprietà dei Friedkin, smentendo le voci di un presunto attrito legato ai ritardi nelle trattative in entrata:
«Con il club il confronto è quotidiano, sincero, diretto e continuo. Sappiamo che alcune operazioni richiedono più tempo e pazienza del previsto, ma non c’è alcuna frizione. Per descrivere il nostro mercato uso una metafora: a volte siamo un motore a benzina, altre un diesel. Il diesel ci mette un po’ di più a scaldarsi e a partire, ma quando ingrana la marcia viaggia a lungo e non si ferma più».
L’allenatore della Roma predica poi umiltà sugli obiettivi stagionali. Vietato pronunciare la parola Scudetto, nonostante lo strepitoso terzo posto conquistato pochi mesi fa: «Siamo andati oltre le aspettative iniziali. Parlare oggi di titolo sarebbe prematuro e controproducente. La nostra priorità deve essere il consolidamento stabile della Roma nelle posizioni di vertice del calcio italiano. Solo trovando questa continuità potremo, un domani, fare il passo successivo».
Nodi contrattuali: Dybala blindato, Pellegrini in stand-by
La nota positiva della prima parte del ritiro è legata alle certezze dello zoccolo duro della rosa. Gasperini ha accolto con grande favore i rinnovi contrattuali blindati dal club per tre pilastri fondamentali: Paulo Dybala, il leader difensivo Gianluca Mancini e il metronomo di centrocampo Bryan Cristante.
Resta invece ancora congelata la situazione contrattuale del capitano, Lorenzo Pellegrini. In questo caso, le geometrie del rinnovo incrociano i problemi fisici del numero 7: «Il mio augurio è che Lorenzo prolunghi l’accordo con la Roma. Al momento, però, non può ancora scendere in campo ad allenarsi con il gruppo perché deve completare un delicato percorso di recupero. È inevitabile che questa situazione allunghi le tempistiche della trattativa, ma siamo fiduciosi».
Il fantasma del Fair Play Finanziario: «Necessaria una grande cessione»
Il passaggio più delicato e crudo della conferenza ha riguardato le catene economiche imposte da Nyon. Gasperini ha ammesso che i vincoli del Fair Play Finanziario continuano a condizionare le mosse dei direttori sportivi, nonostante la proroga della scadenza inizialmente fissata al 30 giugno.
«Sinceramente pensavo che la qualificazione matematica in Champions League bastasse a sistemare i conti in ottica Uefa, invece abbiamo capito che non è così. Dinanzi a certi paletti di bilancio c’è solo da adattarsi e rispettarli». Una strategia che, nelle prossime settimane, aprirà le porte a un doloroso addio: «Sì, è molto probabile che per far quadrare i conti si renderà necessaria una cessione importante, un sacrificio eccellente».
I piani tecnici, tuttavia, restano chiari nella mente dell’allenatore di Grugliasco: «Il programma iniziale prevede l’inserimento di tre o quattro innesti mirati e di assoluta qualità all’interno di un telaio che ha chiuso benissimo lo scorso campionato. Ovviamente, se oltre a Celik dovesse partire un big, andrà rimpiazzato con un elemento di pari valore. Solo così la rosa potrà dirsi completa e competitiva».
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