Fermento nel centro sinistra, “Padova insieme”: «Evitare investiture anticipate»
Fermento nel centrosinistra a Padova in vista delle amministrative 2027 che dovranno eleggere il nome del nuovo sindaco. Se da più parti la coalizione vede in Andrea Micalizzi il top player candidato numero uno, con Antonio Bressa nelle vesti di outsider che in questi mesi sta svolgendo in maniera attenta e puntuale il ruolo di vice di Sergio Giordani, altre forze politiche vogliono prima sedersi ad un tavolo e poi decidere. A cominciare dal gruppo “Padova Insieme” coordinato dal presidente Filippo Pacchiega. «Padova Insieme – ha detto il presidente – ritiene che sia necessario evitare accelerazioni o investiture anticipate che rischiano di restringere un percorso che deve invece rimanere ampio, partecipato e condiviso. Lo abbiamo detto fin dall’inizio e continuiamo a sostenerlo con coerenza: la nostra posizione non cambia: il candidato sindaco dovrà essere il punto di arrivo di un percorso comune, non il punto di partenza. Non crediamo nelle scorciatoie né nelle decisioni assunte da pochi. Crediamo invece in un metodo collegiale che coinvolga tutta la coalizione e che metta al centro la qualità delle persone e il progetto per la città».
Il pensiero di Pacchiega si è poi così articolato: «Più che rincorrere un nome riteniamo sia arrivato il momento di individuare i migliori profili che la nostra città esprime. Persone che ogni giorno amministrano con competenza, lavorano nelle istituzioni, nel mondo civico, nel terzo settore, nelle professioni e nelle realtà sociali. Vogliamo confrontarci con loro, verificarne la disponibilità e costruire una rosa di candidature autorevoli, dalla quale la coalizione possa individuare insieme la persona più adatta. La forza del centrosinistra padovano – ha concluso – è sempre stata la capacità di costruire sintesi senza imposizioni. È questo il metodo che vogliamo difendere anche oggi: nessuna scelta monocratica, nessun candidato calato dall’alto, ma un confronto serio, trasparente e inclusivo che consenta di individuare la migliore guida possibile per continuare a far crescere Padova». Padova Insieme ritiene che il tempo deli nomi arriverà, ma solo dopo aver consolidato quello delle idee. Perché una coalizione solida non nasce da un nome, ma da un progetto condiviso e dalla capacità di scegliere insieme chi sarà chiamato a realizzarlo.

Immediata la risposta di Franco Corti, segretario del Partito Democratico di Padova: «La posizione del Pd é chiara e non soggetta a incertezze, questo é il tempo di identificare temi comuni e sfide nuove sulle cose concrete che c’entrano con la vita quotidiana delle persone da definire assieme con gli alleati. Dopo 10 anni di buon governo Giordani, vogliamo proseguire il lavoro e innovarlo anche in maniera forte adattandolo alla città che cambia col contributo di tutti. I nomi, lo ribadisco, solo dopo, è un tema che ora non ci tocca. Quando sarà quel momento ne parleremo nei nostri luoghi di discussione democratica e contemporaneamente con gli alleati in grande spirito unitario. Nono è immaginabile che sia la destra a decidere i nostri tempi, perché non ce li faremo dettare, siamo saldamente al governo».
E ancora: «Della città, in piena operatività e con tanti progetti, assieme alle altre forze civiche e politiche, stiamo cambiando il volto. Tutti i nostri amministratori sono interessati e pienamente impegnati a continuare fino all’ultimo il lavoro per la città. Per concludere il Pd, compatto, in questa fase vuole costruire un fronte comune unito dai programmi che sia aperto e il più ampio possibile e sappia conquistare la fiducia dei cittadini che vedono riproporsi da destra il solito vecchio schema “Alla Bitonci”. Non siamo interessati a logiche di potere, noi vogliamo rispondere rimettendo al centro la città».
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