due diportisti ustionati salvati con il verricello
Attimi di puro terrore a un miglio dalla costa del litorale romano, dove una tranquilla mattinata in barca si è trasformata in un dramma.
Intorno alle ore 13:00, a bordo di un’imbarcazione da diporto in navigazione al largo del lungomare di Tor San Lorenzo, nel comune di Ardea, è improvvisamente scoppiato un violento incendio.
Le fiamme, divampate per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità marittime, hanno avvolto rapidamente lo scafo, intrappolando i due occupanti.
I due uomini a bordo hanno riportato gravi ustioni su varie parti del corpo nel tentativo disperato di contenere il rogo prima che la barca venisse completamente divorata dal fuoco.
La colonna di fumo nero, visibile chiaramente dalle spiagge affollate di bagnanti, ha fatto scattare immediatamente i soccorsi, coordinati dalla Sala Operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma.
Il salvataggio con il verricello dell’elicottero Drago 162
La dinamica dei soccorsi è stata complessa e ha richiesto l’attivazione di una vera e propria catena di solidarietà e professionalità in mezzo al mare:
Il primo aiuto: Una seconda imbarcazione che si trovava a navigare nelle vicinanze, notando il rogo, si è avvicinata coraggiosamente allo scafo in fiamme, riuscendo a trasbordare i due diportisti feriti e a prestare la primissima assistenza lontano dal calore.
Il blitz aereo: Pochi minuti dopo sul punto dell’incidente è piombato l’elicottero dei Vigili del Fuoco “VF Drago 162”. Un elisoccorritore si è calato nel vuoto tramite il verricello sul ponte del natante d’appoggio. Con manovre rapide, lo specialista ha imbracato i due ustionati — entrambi classificati in codice rosso per la gravità delle ferite — issandoli uno alla volta a bordo del velivolo.
La staffetta al porto di Anzio con l’elisoccorso Pegaso
Una volta messi in sicurezza i feriti, il Drago 162 ha fatto rotta alla massima velocità verso la banchina del vicino porto di Anzio, individuato come lo snodo logistico più rapido per il trasferimento a terra.
Ad attendere l’elicottero sul molo era già schierata la squadra di terra dei Vigili del Fuoco (la 23/A), insieme alle ambulanze del 118 e a un secondo mezzo aereo, l’elisoccorso sanitario Pegaso.
I medici di bordo hanno preso in consegna i due uomini, stabilizzandoli sul posto prima del definitivo decollo del Pegaso verso il centro grandi ustionati più idoneo della Capitale.
Sul luogo del sinistro, a Tor San Lorenzo, sono intervenuti i mezzi navali della Capitaneria di Porto e le forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini tecniche per stabilire l’esatta natura del guasto — un probabile ritorno di fiamma del motore o un corto circuito all’impianto elettrico — che ha provocato l’incendio del natante.
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