Blasioli sulla visita ispettiva alle case e ospedali di comunitò di Scafa e San Valentino: “Situazione inaccettabile”

Dal centrodestra solo propaganda e prese in giro per i cittadini con l’inaugurazione dell’ospedale di comunità di San Valentino in A.c. e la casa di comunità in costruzione a Scafa. A dirlo il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli del Partito Democratico che chiederà spiegazioni nelle sedi istituzionali competenti
“Stanze vuote, corridoi deserti, letti ammassati al centro della stanza. In sottofondo rumore di cantieri attivi, che rivelano lavori ancora in corso. E ancora impalcature, tubi scoperti e perdite d’acqua. È questo quello che abbiamo trovato nel corso della visita ispettiva nell’ospedale di Comunità di San Valentino in Abruzzo Citeriore che ci si è palesato come un edificio fantasma, senza nessun ricoverato e con pochissimo personale, fermo in attesa che qualcosa si muova. Eppure qui, in questi spazi, poche settimane fa tutto il centrodestra abruzzese in pompa magna ha inaugurato la struttura parlando di svolta, trionfo, risposte concrete e altre chiacchiere. In grande spolvero il presidente Marsilio, il presidente del consiglio Regionale Sospiri, l’assessore regionale alla sanità Verì, e i vertici Asl, si sono vicendevolmente scambiati pacche sulle spalle e incensati con dichiarazioni auto celebrative. E cosa rimane di quella pantomima per i pazienti?
Niente, solo un set cinematografico per la durata di un tg. Una vergogna, l’ennesima di questo centrodestra, che fa il paio con la situazione che abbiamo trovato a Scafa, dove dovrebbe sorgere una casa di comunità. Lì ci siamo trovati addirittura davanti a un cantiere ancora aperto, con una struttura impossibile da visitare proprio per i lavori in corso. Almeno a Scafa c’è stata la decenza di non inaugurare, ma forse solo per non sporcarsi le scarpe di fango e catrame”.
Il progetto dell’Ospedale di Comunità di San Valentino, finanziato con 2,238 milioni di euro dal Pnrr e approvato dalla Asl, prevedeva lavori di adeguamento sismico e impiantistico dell’intera struttura sanitaria. Tuttavia, il verbale di riconsegna dei lavori riguarda solo il secondo piano, dove dovrebbe essere collocato l’ospedale di comunità spiega Blasioli.
Nonostante ciò, nell’edificio sono ancora presenti aree di cantiere e operai al lavoro sia nelle parti interne sia al secondo piano, che risulta inaugurato e ufficialmente attivo. Resta da chiarire chi si farà carico dei lavori residui non ancora completati e con quali risorse saranno finanziati.
“Le stanze hanno i nuovi letti, tutti accentrati nel mezzo delle stanze vuote. Ci sono pozzanghere d’acqua a terra, operai ancora a lavoro sull’impianto elettrico, mancano doccini e rubinetti nei bagni, ma soprattutto mancano dotazioni strumentali e tecnologiche quale per esempio l’apparecchio radiologico portatile e le carrozzine, delle quali viene assicurata la presenza nell’allegato alla delibera Asl n. 1036 del 30 giugno 2026.
Tra l’altro, gravissimo, mancano anche i 20 dispositivi di somministrazione dell’ossigeno ad alti flussi murari, fondamentale in quanto farmaco salvavita in casi di insufficienza respiratoria. La loro disponibilità immediata è fondamentale, mentre nei corridoi sono invece presenti delle bombole che comunque non assicurano più di un paio d’ore di autonomia in casi di emergenza.”
L’ospedale, previsto per ospitare fino a 20 pazienti, risulta ancora privo di ricoverati. La Delibera 1022 del 30 giugno aveva programmato la turnazione aggiuntiva dei medici dalla presunta attivazione del 15 luglio, ma tale attivazione non è avvenuta, evidenziando una situazione ancora precaria e una struttura incompleta. La struttura non è pronta e difficilmente rispetterà le previsioni del Contratto istituzionale di Sviluppo (Cis), che definisce gli obiettivi dei progetti finanziati dal Pnrr prosegue il consigliere regionale.
Nell’accesso agli atti c’è stata fornita inoltre una dichiarazione del Direttore Generale Asl, già citata, e che troviamo allegata alla delibera Asl 1029 del 30 giugno 2026, con la quale dichiara, tra le altre: il completamento dell’opera in conformità al Cis; che i servizi dell’Ospedale sono attivi a partire dal 30 giugno 2026; che le attrezzature e le strumentazioni mediche e diagnostiche necessarie al funzionamento del servizio sono state installate e sono operative.
“Dichiarazioni su cui oggettivamente riteniamo lecito avere più di un dubbio, alla luce della situazione che abbiamo trovato. Su una cosa però la Asl di Pescara è stata ineffabile. Con delibera 978 del 26 giugno 2026, ha assunto il personale del comparto sanitario, 8 infermieri, 6 oss e 1 fisioterapista, con contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre 2026. Nel corso della visita ispettiva abbiamo riscontrato che il personale è effettivamente presente dal 1 luglio, ma non riusciamo a spiegarci cosa faccia, visto che i lavori sono ancora in alto mare e di ricoverati non si vede l’ombra.
Nella stessa giornata, subito dopo la visita ispettiva a San Valentino, abbiamo fatto visita anche alla Casa di comunità di Scafa anch’essa formalmente attiva dal 30 giugno, ma che almeno hanno avuto il buongusto di non inaugurare, e abbiamo capito il perché.”
Blasioli spiega che, nonostante la documentazione indichi che la Casa di comunità sia operativa dal 30 giugno 2026, e la delibera Asl 1031 del 30 giugno confermi tale operatività, la realtà evidenzia una situazione diversa: la struttura è ancora un edificio vuoto, privo di apparecchiature per la diagnostica di primo livello e servizi di telemedicina. I lavori, in particolare quelli sugli allacci fognari, sono ancora in corso senza interruzioni sotto il sole e mancano persino i cartelli di cantiere, elemento che contrasta con quanto dichiarato ufficialmente dalle autorità.
“Come per l’Ospedale di Comunità di San Valentino, anche in questo caso, alla delibera, è allegata la dichiarazione del direttore generale che certifica, tra le altre: il completamento dell’opera in conformità al Cis; che i servizi della Casa di comunità sono attivi a partire dal 30 giugno 2026; che le attrezzature e le strumentazioni mediche e diagnostiche necessarie al funzionamento del servizio sono state installate e sono operative.
In questo caso, però, nella delibera viene fatta una specifica: “i servizi descritti nella predetta dichiarazione di attivazione sono già attivi, nelle more del completamento delle necessarie attività di allestimento della nuova struttura, presso il Cers di Scafa a far data dal 30 giugno 2026 e sono in fase di trasferimento presso la nuova struttura, sede della Casa della comunità; il trasferimento si concluderà entro i primi giorni del mese di luglio 2026”. Appare tuttavia singolare certificare che i servizi sono attivi in un’altra struttura: con questo criterio, praticamente si sarebbe potuto certificare anche l’avvio di una struttura di cui esistono solo le fondamenta. E comunque, a ormai metà luglio, questo trasferimento non è avvenuto.”
Dal verbale del direttore dei Lavori del 26 giugno emergono discrepanze rispetto a quanto osservato durante la visita ispettiva, soprattutto per le lavorazioni esterne, dichiarate concluse ma ancora incomplete al 16 luglio. Le due strutture risultano lontane dall’essere operative, suscitando dubbi sull’attendibilità delle dichiarazioni dei vertici della Asl. È stata presentata un’interpellanza urgente in Consiglio regionale per ottenere risposte chiare, mentre prosegue la verifica su altri ospedali e Case di comunità, auspicando nuovi finanziamenti regionali dopo la perdita dei fondi Pnrr afferma Blasioli.
“Una cosa è certa – conclude Blasioli – il centrodestra continua a utilizzare la sanità come strumento di propaganda, a danno della corretta informazione dei cittadini, degli utenti e persino degli operatori sanitari. Assistiamo a una rappresentazione costruita ad arte per mostrare una realtà che purtroppo non esiste. Viene in mente il film del 1962 Gli anni ruggenti di Luigi Zampa, quando il podestà interpretato da Gino Cervi spostava le mandrie da una fattoria all’altra per far credere che tutto andasse a meraviglia, a quello che pensava un ispettore ministeriale, interpretato da Nino Manfredi. Con questo centrodestra in Abruzzo siamo arrivati alla parodia della parodia, ma a metterla in scena non sono Cervi e Manfredi per strapparci una risata, ma amministratori e rappresentanti istituzionali che dovrebbero garantire il diritto alla salute e l’accesso alle cure. E davanti a ci soffre, rinuncia a curarsi,o attende mesi e anni una visita, non c’è proprio niente da ridere”.
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