Si ripianta il grano marzuolo, materia prima per cappello di paglia di Signa – Mondo Agricolo
A Signa, vicino a Firenze,
ritorna la coltivazione del grano marzuolo, varietà utilizzata
per ottenere la pregiata paglia destinata alla realizzazione del
celebre cappello di Firenze, appunto il cappello di paglia di
Signa che nel primo ‘900 spopolò anche come accessorio di moda.
Questo grano è una coltivazione avviata nel ‘700 ma poi
scomparsa. Dà piante con steli lunghi, sottili e flessibili,
ideali per essere sbarbati prima della maturazione e trasformati
in paglia da intreccio. Ora, questa tecnica tornerà a essere
praticata grazie a un progetto promosso dall’amministrazione
comunale e al lavoro di ricerca dell’agronomo Gianfranco
Pellegrini.
Quasi 11 chili di seme, conservati sottovuoto come prenucleo
della varietà ritenuta corrispondente al grano marzuolo
storicamente coltivato a Signa, sono la base da cui partire. Il
progetto prevede la semina in tre diversi contesti agricoli.
“Cinque chili saranno coltivati presso l’azienda Pastacaldi –
spiega Pellegrini – con l’obiettivo di moltiplicare il seme e
ottenere il quantitativo necessario per estendere
progressivamente la coltivazione. Così andremo a recuperare non
solo una pianta alimentare, ma una vera e propria pianta tessile
che rappresenta un pezzo fondamentale della nostra identità”.
“L’amministrazione comunale crede fermamente in questo
progetto perché significa investire sulla conoscenza, sulla
biodiversità e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze”, ha
affermato il sindaco di Signa Giampiero Fossi, sottolineando che
“stiamo recuperando una coltivazione scomparsa da oltre un
secolo riportando a casa la materia prima da cui è nata una
delle pagine più importanti della nostra storia”.
“Dai nostri campi – ricorda Fossi – prese avvio un’economia
che ha fatto conoscere Signa nel mondo attraverso il cappello di
paglia”. Il museo civico vicino al Comune è dedicato alla paglia
e all’Intreccio assumendo come simbolo proprio il cappello di
Signa, che un tempo è stato uno dei fulcri della produzione
industriale nelle pianure dopo Firenze.
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