Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, intorno all’una, i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Modena hanno condotto un capillare controllo all’interno di un esercizio pubblico di Cavezzo, nel quale era in corso una serata con intrattenimento musicale. L’operazione interforze ha visto il supporto dei militari appartenenti alle Stazioni Carabinieri di Cavezzo, Mirandola e Medolla, dell’aliquota operativa del N.O.R.M. della Compagnia di Carpi e del personale dei Vigili del Fuoco di Modena.
I controlli hanno portato alla denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Modena per il presidente del consiglio di amministrazione della società che gestisce il locale. Nei confronti del responsabile, un 59enne, sono emerse diverse e gravi irregolarità. Nello specifico, le ispezioni hanno fatto scattare l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività lavorativa a causa della massiccia presenza di personale irregolare: dei dieci lavoratori totali occupati, ben sette sono risultati impiegati completamente in nero, pari al 70% della forza lavoro presente, tutti peraltro di nazionalità italiana.
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Oltre all’impiego di personale sommerso, i militari del NIL hanno contestato all’uomo l’installazione di un impianto di videosorveglianza utilizzato per controllare a distanza i dipendenti senza possedere la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro. Sono state inoltre rilevate pesanti mancanze sul fronte formativo, dal momento che i lavoratori non avevano ricevuto alcuna informazione sulle misure di sicurezza, né erano mai stati avviati i percorsi di formazione obbligatoria previsti dalle normative vigenti. A seguito di queste numerose violazioni, sono state irrogate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 32.300 euro, affiancate da ammende per ulteriori 5.940,22 euro.
Estremamente critico è risultato anche il bilancio delle verifiche effettuate dai Vigili del Fuoco in merito alla gestione della sicurezza antincendio della struttura. Gli accertamenti tecnici hanno portato alla luce l’omessa presentazione della SCIA per l’attività e una stesura largamente incompleta del documento di valutazione dei rischi. A peggiorare il quadro generale, i controlli hanno evidenziato che le uscite di emergenza e le vie di esodo risultavano parzialmente ingombre, accompagnate dalla totale assenza di interventi di verifica e manutenzione per l’impianto antincendio. Gli esperti hanno infine segnalato un numero insufficiente di addetti alle misure antincendio e un’inadeguata istruzione generale sul piano di emergenza, mancando del tutto l’adozione di basilari criteri organizzativi per la gestione dei luoghi di lavoro.
Al termine del blitz, le autorità giudiziarie e gli enti competenti sono stati tempestivamente informati e aggiornati sull’esito dell’attività ispettiva. Questa complessa azione congiunta ha confermato l’efficacia della sinergia operativa tra i militari dell’Arma territoriale, gli specialisti del NIL e i Vigili del Fuoco, rivelandosi uno strumento fondamentale per garantire il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e dell’incolumità pubblica, assicurando un intervento tempestivo nelle situazioni di potenziale rischio.