Liguria

Sestri Ponente, haters scatenati contro la macelleria halal: la risposta del titolare è un invito alla tolleranza


Genova. Un post sarcastico e dai toni razzisti, comparso su una delle tante pagine Facebook di quartiere, scatena gli haters alla notizia dell’apertura di una macelleria che vende anche carne halal in via Soliman a Sestri Ponente. L’utente che lo pubblica parla di “ennesimo regalo di Fincantieri all’economia di Sestri” riferendosi evidentemente alla potenziale clientela di quell’esercizio e ai tanti lavoratori di religione musulmana impiegati nei vicini cantieri navali.

Quel post, che vede anche la fotografia dell’esercizio commerciale, non solo ha fatto discutere ma è arrivata agli occhi di Youssef Sehrane, giovane di origine marocchina tra i titolari della macelleria in questione, Al Jazira. La sua risposta, postata sul gruppo Sestri Ponente Sicura, è un invito alla tolleranza e all’inclusione e ha portato al negoziante la solidarietà di tanti cittadini sestresi e non.

Serhan spiega, premettendo di voler rispondere con “rispetto e chiarezza”: “Si tratta di un’attività regolarmente autorizzata, nata dall’impegno e dai sacrifici di alcune famiglie che hanno deciso di investire i propri risparmi per costruire un futuro attraverso il lavoro, assumendosi rischi e responsabilità come fanno tanti piccoli imprenditori. Questa attività non nasce per dividere, ma per offrire un servizio alla comunità“.

Il commerciante spiega che, oltre a vendere carne macellata secondo i crismi richiesti dall’islamismo, offre anche prodotti della tradizione italiana. “È questo, in fondo, il valore di una comunità moderna – aggiunge – la capacità di convivere, arricchirsi reciprocamente e rispettare le differenze”.

“Nel nostro quartiere vive da molti anni una numerosa comunità musulmana, composta da lavoratori, famiglie e giovani che contribuiscono ogni giorno alla vita economica e sociale del territorio – prosegue l’imprenditore – molti di loro operano in settori fondamentali per l’identità e lo sviluppo della nostra città, compreso quello della cantieristica navale, che rappresenta una parte importante della storia e dell’economia locale. Per questo motivo dispiace leggere commenti che sembrano guardare con diffidenza a un’iniziativa imprenditoriale soltanto perché promossa da persone con origini diverse”.

Le differenze culturali non dovrebbero essere motivo di sospetto, ma un’opportunità per conoscersi meglio. Dietro ogni insegna che apre ci sono persone, famiglie, sacrifici e speranze. Prima di giudicare, vale sempre la pena fermarsi a conoscere queste storie. Per questo l’invito rimane aperto a lei e a chiunque abbia dubbi o curiosità: venite a trovarci. Saremo felici di accogliervi, offrirvi un caffè e scambiare qualche parola. Spesso il dialogo diretto riesce a superare pregiudizi e incomprensioni molto più di qualsiasi discussione sui social“, conclude Youssef Sehrane.

Sul tema dell’inclusione, da qualche mese ha preso il via proprio a Sestri Ponente il progetto europeo Lgnet3 (ministero dell’Interno, Anci, Comune e fondazione Cittalia) che ha visto l’attivazione dell’Unità mobile di strada, operativa quattro giorni alla settimana in orario pomeridiano e serale proprio nelle piazze vicino a Fincantieri.

Un presidio gestito da un’équipe multidisciplinare composta da educatori e psicologi, con l’obiettivo di intercettare quella fascia di popolazione straniera che difficilmente accede ai servizi tradizionali, offrendo una valutazione immediata dei bisogni e orientandola verso il “One Stop Shop”, il punto di accesso centralizzato per la presa in carico definitiva.




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