Abruzzo

Servono interventi urgenti lungo le banchine


L’emergenza dragaggio e fondali si è spostata sulle banchine del porto, dove per le imbarcazioni è praticamente impossibile attraccare. A dirlo l’associazione Pesca Professionale “Mimmo Grosso” e la Op Pescara Pesca Cooperativa che intervengono dopo il tavolo tecnico prefettizio sul tema dell’emergenza dragaggio del porto canale. Le due associazioni della marineria spiegano:

“Dopo l’ intervento di spostamento di sedimenti messo in atto per il ripristino urgente delle condizioni minime di navigabilità all’ ingresso del porto,
(che ha consentito alla nostra flotta peschereccia di riprendere le normali attività di pesca), siamo rimasti in attesa, ormai per quasi tre mesi, dell’ attuazione di un progetto esecutivo per l’ escavo di circa 6000 metri cubi di sedimenti finalizzato ad attenuare la gravità delle condizioni batimetriche dei fondali del canale d’ingresso euscita della darsena commerciale e della canaletta compresa tra i due moli guardiani.

Tuttavia, da quanto attestato dai dati degli ultimi rilievi batimetrici effettuati, richiamati nella premessa documentale, risulta che gli effetti idraulici dell’ evento calamitoso verificatosi nei primi giorni di aprile, oltre a determinare, in negativo, la formazione del banco sabbioso che ha di fatto bloccato l’ ingresso e uscita della
darsena commerciale, ha positivamente provocato un escavo naturale dei fondali del tratto finale della canaletta compresa tra i moli guardiani e lungo il corridoio di passaggio tra questi e l’ uscita/entrata della darsena commerciale. Tant’è che la profondità dei fondali nelle zone suddette risulta essere notevolmente aumentata rispetto alle condizioni precedenti all’ ondata di piena del fiume. Risulta invece isastrosa situazione delle batimetrie dei fondali adiacenti alle banchine, che
da anni ormai l’associazione Mimmo Grosso denuncia alla vostra autorità di sistema portuale. Risulta evidente che gran parte delle banchine a nord e a sud del canale non sono più utilizzabili per l’ ormeggio di gran parte delle nostre imbarcazioni, le quali, per motivi di pescaggio, riescono ad ormeggiare solo nei tratti più a valle, disponendosi a pacchetto, con gravi disagi per lo svolgimento delle operazioni di sbarco del pescato e imbarco e sbarco delle attrezzature di lavoro.”

La situazione batimetrica attuale evidenzia che la criticità principale non è più rappresentata dall’accesso al porto, ma dalla mancanza di tratti di banchina disponibili per l’ormeggio, specialmente durante le operazioni commerciali. Tale situazione sta peggiorando e rende quasi impraticabile gran parte del porto canale spiegano le associazioni: che chiedono all’autorità portuale di rispettare gli impegni e di avviare immediatamente il progetto di escavo di 6000 metri cubi, annunciato nel tavolo tecnico del 16 aprile, effettuando il dragaggio nelle aree adiacenti alle banchine di ormeggio su entrambi i lati del canale.

“Richiediamo, inoltre, che subito dopo questo intervento di urgenza, che per le quantità di sedimenti previste non sarà assolutamente sufficiente a ripristinare la piena funzionalità del porto, venga finalmente avviato un programma di dragaggio più importante, dal punto di vista dei volumi, che esca dalla logica della straordinarietà emergenziale e assuma il carattere di manutenzione ordinaria dei fondali.

La nostra marineria continua a subire le dannose conseguenze di questa grave situazione, causata dall’ ormai vergognoso perseverare, da parte della vostra Adsp e della Regione, nel corso degli anni che sono trascorsi dall’ultimo intervento di dragaggio del 2012 ad oggi, nell’ inadempienza dell’ obbligho di provvedere alla messa
in atto delle opere strutturali necessarie a garantire l’ adeguatezza dei fondali del porto. Con essa, l’ intera cittadinanza continua ad assistere, sconcertata, all’ evidente nulla di fatto che ha seguito e continua a seguire, i ripetuti annunci e le inutili promesse di imminenti interventi di manutenzione.”

Durante la conferenza stampa del 4 agosto 2025, le autorità locali hanno annunciato importanti interventi di dragaggio, tra cui un primo intervento di 6.000 metri cubi entro settembre 2025 e un successivo più ampio di 25.000 metri cubi, oltre allo svuotamento della vasca di colmata previsto per la primavera 2026. Tuttavia, dopo quasi un anno, è stato realizzato solo un unico intervento di dragaggio di circa 2.500 metri cubi, deludendo le aspettative.

La marineria aveva sospeso proteste e lo stato di agitazione per mostrare fiducia negli annunci, rinunciando anche alla partecipazione dei pescherecci alla processione di Sant’Andrea. Ora, però, la fiducia riposta nelle promesse delle istituzioni appare mal ripagata dai risultati concreti raggiunti.

“Ancor meglio ricordiamo, nonostante i quasi tre mesi trascorsi, quanto è stato annunciato dall’ ingegner Garofalo e dall’ assessore Umberto D’Annuntis nel Tavolo tecnico del 16 aprile, circa le future azioni che la vostra autorità di sistema e la Regione avrebbero messo in atto per affrontare l’annosa problematica dell’ insabbiamento del nostro porto. Progetti e interventi dei quali non si vedono tracce. Dopo quasi un’anno, nonostante quella clamorosa azione di protesta, la situazione all’ interno del porto di Pescara, non ha fatto altro che peggiorare. E se oggi possiamo beneficiare di una situazione relativamente migliore, nel tratto finale della canalina e nel corridoio di passaggio per l’ uscita/entrata nella darsena commerciale, il merito va attribuito all’ azione di madre natura e non certo a qualsivoglia intervento messo in atto da chi di dovere.

Nella speranza di poter assistere ad un significativo cambio di rotta nella deludente gestione dello scalo portuale pescarese, finora attuata da parte della Vostra Adsp, in seguito al recente cambio al vertice decretato con la nomina a nuovo Presidente, del dottor Mirco Carloni, al quale nell’ occasione, auguriamo un fruttuoso
lavoro”


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