Veneto

«Se Pietrogrande e Marcato si offendono e si vergognano del loro passato, sono problemi loro»


Tra il Pd e la Lega è guerra aperta. Ci sono tutti i presupposti per vivere una campagna elettorale fatta di stilettate reciproche dove sicuramente non mancheranno colpi bassi e attacchi reciproci. Alle dichiarazioni del segretario comunale del Carroccio Federica Pietrogrande che difende a spada tratta la candidatura di Roberto Marcato al tavolo delle trattative per la scelta del candidato di centrodestra, ha risposto oggi 18 luglio Pietro Bean, del Partito Democratico, consigliere comunale e delegato alle politiche giovanili.

«La ex presidente del consiglio comunale Federica Pietrogrande con Massimo Bitonci sindaco, successora nella stessa carica proprio di Roberto Marcato sempre con al suo fianco Massimo Bitonci sindaco, poi dal 2017 mai rieletta dai cittadini, si offende perché il nostro capogruppo ha rilevato che lei, proprio come il candidato sindaco di Piombino Dese Roberto Marcato sono stati tra i massimi sostenitori proprio dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco di Cittadella, poi bocciata alle urne dai padovani».

Bean ha poi proseguito a gamba tesa: «Peccato che non ci sia nulla di cui offendersi, è la pura verità e se si vergognano del loro passato politico sono problemi loro. Noi ci confrontiamo sui temi, io stesso ho chiesto a Marcato di chiarire le sue posizioni in materia di ambiente e cambiamento climatico viste le politiche sostenibili che stiamo mettendo in campo a Padova e che i cittadini ci richiedono. Ho ricevuto solo risposte stizzite, forse un po’ imbarazzate. Evidentemente viste le uscite anche di chi come Pietrogrande lo sostiene, questa altezzosità nella Lega è un tratto comune. È proprio questo atteggiamento incapace di accettare il dibattito e di confrontarsi, che durante il periodo Bitonci ha trasformato Padova in una città mal amministrata, intristita e chiusa. Possono continuare a offendersi – ha concluso il portacolori dem – noi continueremo a occuparci della città e dei padovani, molti dei quali a causa degli stipendi bassi, del carovita e dell’assenza del governo fanno fatica purtroppo ad arrivare a fine mese».


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