Se ne va un campione vero
L’Italia intera piange la morte di Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo. Il suo cuore si è fermato il 1° maggio ma la famiglia lo ha annunciato oggi, 2 maggio. Zanardi era nato a Bologna e ottobre avrebbe compiuto 60 anni. La sua vita è stata segnata da grandi successi e grandi tragedie.
Dopo l’incidente automobilistico del 2001, a causa del quale aveva subito l’amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vincendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Ri0 2016. Nel 2020 è stato protagonista di un altro tragico incidente: uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava a una gara di beneficenza da lui stesso organizzata. Lo schianto avvenne il 19 giugno lungo la statale 146 a Piena, provincia di Siena a poche ore di distanza dalla tappa a Castiglion Fiorentino dove venne accolto con tutti gli onori del caso.

Un episodio terrificante al quale Alex Zanardi riuscì a sopravvivere. Sottoposto a numerosi interventi restò in coma oltre un mese subendo altrettante operazioni e poi, a gennaio 2021, si risvegliò di nuovo.
Il cordoglio dell’Aretino

L’amministrazione comunale di Foiano della Chiana esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, campione straordinario e simbolo universale di forza, determinazione e speranza. Foiano conserva un ricordo particolarmente intenso del suo passaggio nel giugno 2020, in piena emergenza Covid, quando fece tappa sul territorio in occasione di un’iniziativa benefica attraverso la Valdichiana aretina e senese. Proprio a Foiano fu organizzato un momento di accoglienza e incontro grazie alla collaborazione tra Comune, Bike Project e Circolo Arci Renzino. “Oggi – dichiara il sindaco Jacopo Franci – ricordiamo non solo un grande campione, ma una persona capace di trasmettere energia, coraggio e umanità. Il suo esempio continuerà a vivere anche nel ricordo della nostra comunità”.
Il ricordo del sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli.
Il legame con Rondine Cittadella della Pace

Ma prima ancora di quel tragico 19 giugno 2020, Alex Zanardi ad Arezzo era già passato ospite di Rondine cittadella della pace. Era il 2016 quando “davanti agli studenti e alle studentesse del quarto anno non parlò da campione, non parlò da simbolo. Parlò da uomo – ricordano sui social dalla cittadella – Disse che, forse, il tema era semplicemente la vita: le difficoltà, le cose che accadono, quello che non scegliamo e quello che, nonostante tutto, possiamo ancora farne”.
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