“Vincitori e vinti”, sport e molto altro. Giani: “Marcello Marchioni vive in queste pagine”
Scritto da Marcello Ferreri, sabato 2 maggio 2026 alle 15:59
Il 6 aprile 1896 inizia in Grecia, luogo di nascita degli antichi giochi olimpici, la storia delle olimpiadi dell’età moderna. Ad Atene arrivano atleti da 14 Paesi e le delegazioni più numerose sono quelle della Grecia, della Germania, della Francia e della Gran Bretagna. Ideati e fortemente voluti da Pierre de Coubertin, dirigente sportivo e storico francese, i giochi riprendono vita per rappresentare il simbolo dei valori e dei metodi educativi e pedagogici applicati alla promozione dello sport scolastico e dell’educazione fisica.
Da questo evento, che saprà andar oltre lo sport, prende spunto l’approfondimento di storie e vicende legate ai valori olimpici che Daniele Masala, giornalista, vincitore di due medaglie d’oro e una d’argento nel pentathlon olimpico e Anna Maria Nicoletti, counselor e psicologa, propongono nelle pagine del loro saggio “Vincitori e vinti”, da loro presentato giovedì 30 aprile a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati assieme, fra gli altri, al presidente della Regione Eugenio Giani, Francesco Conforti, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Stelle, Palme e Collari d’Oro al Merito del CONI e del CIP e Bruno Molea e Maurizio Toccafondi, presidente e vice presidente dell’Associazione italiana cultura dello sport.
Alla presentazione sarebbe dovuto intervenire anche Marcello Marchioni, presidente ASSI Giglio Rosso scomparso lo scorso 24 aprile, che il presidente Giani ha ricordato nel significato del saggio di Masala e Nicoletti evidenziando come “i valori che queste pagine esprimono ed evidenziano sono quelli che sempre hanno ispirato Marcello Marchioni, esemplare figura di dirigente dedicato alla promozione ed alla valorizzazione dei giovani atleti non solo sotto il profilo agonistico ma anche educativo, in un percorso dove la pratica sportiva diventa parte di un’attitudine al confronto con gli altri ed alla promozione dello spirito di comunità e solidarietà. Firenze e la Toscana devono molto a Marchioni ed a tutti quelli che, come lui, hanno sempre considerato e considerano oggi l’attività fisica elemento essenziale di uno stile di vita aperto alla confidenza nel futuro e nelle proprie capacità personali”.
“Marcello mi diceva – continua Giani – che questo libro meritava di essere presentato, riflettuto, discusso. Ed erano le parole di una persona precisa, compiuta, con un misuratissimo profilo che lo poneva dietro le quinte di tutte le iniziative e gli eventi, quando in realtà ne era il primo promotore. Ci manca oggi nel momento in cui ancora era indispensabile nella sua attività e nel suo saper essere: nel CONI, nella scuola, nel liceo sportivo che aveva ideato e animato, come presidente degli Assi Giglio Rosso con tutta l’importanza che questa società ha a Firenze e in Italia”.
Lo era – conclude Giani – nel svolgere quella funzione importantissima di raccordo di tante realtà che si impegnano a valorizzare la cultura dello sport”.
Pubblicato per UniCamillus Press, “Vincitori e vinti” con le sue oltre 370 pagine propone una panoramica completa sullo svolgimento di tutte le edizioni dei giochi olimpici: dalle antiche testimonianze disponibili su quelle del 776 a. C alle Olimpiadi dell’era moderna, da Atene a Parigi 2024, con anticipazioni che si proiettano fino ai prossimi appuntamenti di Los Angeles 2028 e Brisbane 2032. Un racconto che va molto oltre le vicende sportive: come il titolo suggerisce, ci sono le medaglie, i campioni e accanto chi le ha perse ed è caduto a pochi metri dal traguardo, quelli che hanno subito insulti e razzismo, chi ha saputo dire no, gli atleti che hanno espresso in silenzio o in modo clamoroso il loro dissenso, il doping criminale la politica e la propaganda abietta di regimi che le Olimpiadi le hanno usate, non promosse.
“Questo libro – ha spiegato Daniele Masala – è, in fondo, una scusa per raccontare innanzitutto quello che non si sa, sfugge, non finisce nei titoli dei giornali. Da atleta, direttore tecnico, giornalista, ho partecipato a ben nove olimpiadi che mi hanno insegnato che non tutto è soltanto vincere o perdere, vincere o essere vinti. C’è molto altro: questo libro racconta tantissime sconfitte, che non sono soltanto sportive, ma politiche, sociali, umane. In questo approfondimento è stata fondamentale Anna Nicoletti, che da psicologa e pedagogista, è riuscita a trasformare questi racconti di cose successe dando un senso agli avvenimenti e spiegandone le motivazioni umane, scientifiche e sociali”. “Oggi in Italia – continua Masala – andiamo forte a livello agonistico e stiamo perdendo tantissimo a livello di base: non ci sono tanti ragazze e ragazze che fanno sport. Questo è un problema sociale. Lo sport è diventato la terza agenzia educativa che abbiamo nel Paese: c’è la famiglia, ma a dodici anni o tredici anni i genitori si contestano per poter scegliere la propria strada, la scuola che deve affrontare grandi incertezze e la pratica sportiva, dove i ragazzi e le ragazze vanno a scuola, mangiano, poi vanno di corsa a allenarsi, stanno due ore con il loro allenatore, poi tornano, fanno i compiti, mangiano, tornano e si ricomincia il circo del giorno dopo”.
Per questo – conclude Masala – gli allenatori devono saper essere anche educatori e qui non si tratta più di vincere o di perdere, ma di formare brave cittadine e cittadini. Oggi succede sempre più spesso che sia solo un allenatore a potersi permettere di rimproverare un giovane, metterlo in panchina, non farlo giocare, di punirlo durante gli allenamenti o dopo una competizione”.
Daniele Masala e Anna Maria Nicoletti spaziano nel loro saggio dal racconto delle gare e delle prove degli atleti ai fatti culturali, di cronaca e costume che alle Olimpiadi restano legati. Oltre lo sport, tutto quello che, in qualche modo, vive intorno al mondo dei cinque cerchi: c’è spazio per il compositore statunitense Irving Berlin con la sua musica dedicata alla storia del marciatore italiano Dorando Petri e per il racconto della sfida al fotofinish italo – americana di Los Angeles 1932 per la medaglia d’oro fra l’otto dell’Università della California e i Canottieri Livorno.
Tanto sport e molta memoria, con tutto quello che merita di essere ricordato per lo spazio, grande o piccolo, che trova nei giorni che viviamo.
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