Se giochiamo come a Pescara non ci salviamo. Serve voglia di rivalsa
Queste le parole del tecnico biancorosso alla vigilia di Bari-Reggiana, in programma domani pomeriggio alle ore 15.
Ritiro: “Non credo ai ritiri come unica leva per cercare di sterzare una determinata situazione. E’ stato un ritiro utile per ritrovare la giusta concentrazione e il giusto approccio, prendere coscienza di quello che non è stato fatto a Pescara. Speriamo sia uno degli elementi che ci possa permettere di fare buona partita contro la Reggiana”.
Cambi: “A Pescara la situazione cambi l’avete cavalcata abbastanza. Non si può scrivere Longo cambia tutto, sono risentito per questo. Quando fai tre cambi non cambi tutto, era la terza partita in una settimana ed ero costretto a fare dei cambi. Poi chi è stato inserito non è stato aiutato dagli altri, tutti hanno sbagliato gara. Dobbiamo valutare Cuni, Stabile, Esteves, De Pieri e Verreth. Darboe è fuori”.
Piscopo: “E’ un calciatore duttile, può ricoprire più ruoli. Ma cercheremo di cambiare meno possibile perché quando cambiamo non viene visto nella maniera giusta”.
Post Pescara: “Non ho parlato perché la proprietà doveva comunicare la decisione che si stava prendendo. L’amarezza è stata grande perché la partita è stata approcciata da tutti nel modo sbagliato. Non siamo scesi in campo. E’ inspiegabile la prestazione sotto l’aspetto dell’atteggiamento. Si può perdere contro un Pescara così in forma, ma non così. Per dignità, orgoglio, spirito di appartenenza. Abbiamo fatto passi indietro. Questo non può succedere nella nostra situazione, se siamo quelli non ci salviamo. Quando vedo mille tifosi alla rifinitura mi viene il groppo in gola a me che ho 50anni e vorrei scendere in campo subito. Evidentemente a qualcuno ha fatto l’effetto contrario, non lo so. Davvero non ho spiegazione per quanto accaduto. Adesso bisogna avere la forza di lasciarla alle spalle e pensare alla Reggiana. Spero ci sia voglia di rivalsa, dimostrare che Pescara è stato un incidente di percorso. Serve una prestazione maiuscola”.
Cerchio a fine gara: “Non lo facevamo da cinque partite. Sarei andato solo se ci fossero stati i nostri tifosi nel settore ospiti. Quando perdiamo sono sempre il primo che vado a scusarmi, quando vinciamo sto sempre un passo indietro. Ero incazzato ed ho preferito andarmi a sfogare nello spogliatoio”.
Corsa salvezza: “Dal Padova in giù nessuno può stare tranquillo. Ci saranno tanti scontri diretti, ma noi dobbiamo pensare al nostro percorso. Fare i punti che servono”.
Gytkjaer: “Non ha giocato per scelta tecnica. Moncini al momento ci garantisce una percentuale più alta di gol. Cuni è entrato in momenti della gara dove servivano caratteristiche diverse, Gytkjaer è più bravo dentro l’area di rigore. Si sta allenando bene e può darci una mano”.
Percorso: “Bisogna analizzare tutto. Questa squadra per sette mesi non giocava neanche le partite. Post gennaio ha dato dei segnali dando la sensazione di potersi giocare le partite in un altro modo. Se non lo fa ricade in un problema vecchio e che noi stiamo cercando di sistemare. A Pescara c’erano 7-8 undicesimi dei vecchi, non si può dire che dentro c’erano dentro tutti i nuovi. Bisogna riportare le cose nel modo giusto o si distorce la realtà. Poi io le mie responsabilità me le prendo, ma riportiamo le cose giuste. Altrimenti passo per scemo e io per scemo non voglio passare”.




