Bose Lifestyle Collection: prezzi, caratteristiche e prime impressioni
Bose ha annunciato la nuova Lifestyle Collection, una linea di tre prodotti audio per la casa che sembra costruita con un obiettivo preciso: togliere clienti a Sonos. E dopo i recenti disastri dell’app Sonos, il momento non potrebbe essere più favorevole. I tre prodotti sono l’Ultra Speaker a 299 dollari, l’Ultra Soundbar a 1.099 dollari e l’Ultra Subwoofer a 899 dollari, tutti in arrivo il 15 maggio.
La cosa più interessante, però, non è tanto cosa fanno questi speaker, ma come Bose ha scelto di farli funzionare: senza un’app proprietaria che faccia da intermediario tra voi e i vostri servizi musicali preferiti.
Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?

Partiamo dall’Ultra Speaker, che è il pezzo più originale della collezione. Ha un driver frontale per woofer e tweeter, un driver rivolto verso l’alto (cosa che il Sonos Era 100 non ha), e una porta bass sul retro. Il design è disponibile in beige, nero e bianco, con controlli capacitivi sul top che includono un anello circolare per il volume, da tracciare con il dito in senso orario o antiorario.
Il suono, alla prima prova, ha impressionato per la dimensione sonora rispetto alle dimensioni fisiche: chiarezza vocale buona, alti non aggressivi. In configurazione stereo il palcoscenico sonoro è convincente. C’è però un neo importante: nessuna correzione ambientale al lancio, nemmeno per la coppia stereo. Bose ha detto che potrebbe aggiungerla in futuro, ma partire senza è una scelta discutibile, soprattutto considerando il prezzo.
Segnaliamo anche che lo speaker supporta Alexa Plus e sarà compatibile con Auracast, ma questa funzione non sarà attiva al lancio: Bose aspetta che l’ecosistema Auracast maturi prima di abilitarla.
Sul fronte connettività, la scelta di Bose è quella che ci ha convinto di più. L’Ultra Speaker supporta AirPlay, Google Cast e Spotify Connect, e può essere aggiunto a gruppi multiroom che includono speaker di altri brand. Niente app Bose obbligatoria: si usa direttamente da Apple Music, Spotify o qualsiasi altra app compatibile. “Stiamo deliberatamente cercando di essere più aperti e senza app“, ha dichiarato Raza Haider, presidente della divisione consumer audio di Bose.
Un approccio che, sulla carta, evita tutti i problemi che Sonos ha creato costringendo gli utenti dentro il proprio ecosistema.

La Ultra Soundbar è il primo redesign importante di Bose in anni: ha due driver rivolti verso l’alto per l’Atmos, due driver laterali proprietari chiamati PhaseGuide per allargare il palcoscenico sonoro, e un tweeter centrale con driver aggiuntivi. Il problema è che, ascoltata da sola, suona cava nella fascia tra bassi e medi: una voragine che si sente soprattutto nei film d’azione. L’Ultra Subwoofer risolve il problema in modo convincente, ma portare casa la coppia soundbar più subwoofer significa spendere 2.000 dollari, esattamente quanto costa il bundle Sonos Arc Ultra con subwoofer. Il vantaggio competitivo di prezzo, a quel punto, svanisce.

Per chi vuole un sistema Atmos completo, due Ultra Speaker possono funzionare come canali surround posteriori in una configurazione 7.1.4. In questo caso, a differenza dello speaker standalone, il sistema include anche la calibrazione ambientale.
Quello che emerge da questa prima prova, secondo quanto riporta The Verge, è che l’Ultra Speaker da solo vale l’attenzione: suona bene, è aperto verso altri ecosistemi e non vi chiude in un giardino recintato. La soundbar, senza il subwoofer, convince meno a livello sonoro, ma merita senz’altro una prova più approfondita. Bose ha confermato che questa è solo la prima uscita della nuova piattaforma Lifestyle, e che il prossimo prodotto “non sarà più piccolo”: sarà curioso capire dove vogliono arrivare.
Spotify
Source link





