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Scuole aperte d’estate, Anief lancia l’allarme caldo: “Personale over 65 a rischio senza climatizzatori”

Mentre in Emilia-Romagna le famiglie accolgono con entusiasmo i progetti di apertura anticipata degli istituti, il sindacato Anief solleva una questione critica sulla sicurezza sul lavoro.

A Bologna e Forlì si è registrato un forte interesse per i servizi educativi attivi tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Il progetto bolognese ha raccolto 900 iscrizioni in un solo giorno, mentre a Forlì sono state accolte 763 domande per ripartire già il 31 agosto.

Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, ha però evidenziato una forte contraddizione tra le norme di tutela della salute e la realtà delle aule. Pacifico ha dichiarato: “Una delle contraddizioni della scuola è quella di tenere in classe personale con oltre 65 anni, lo stesso che però secondo il Ministero della Salute durante le allerte meteo è considerato a rischio salute e quindi inserito tra le categorie con comportamenti limitati”. Secondo il sindacato, far lavorare dipendenti senior a quasi 40 gradi senza impianti di aria condizionata è un rischio di cui l’amministrazione deve assumersi la responsabilità.

Il nodo della climatizzazione nelle aule

Per Anief, la priorità assoluta deve essere la messa in sicurezza degli ambienti prima di ogni modifica al calendario. Pacifico ha sottolineato: “Prima di pensare ad anticipare l’apertura delle scuole occorre climatizzare le scuole: fare didattica non è come stare al parco giochi”. L’obiettivo deve essere quello di prevenire i colpi di calore che possono colpire il personale scolastico, i collaboratori e gli stessi alunni durante le ondate di calore più intense.

Non è accettabile una variazione del calendario che preveda lezioni estive in strutture prive di climatizzatori. “Bisogna prima allestire ambienti attrezzati, sani e sicuri, – ha spiegato Pacifico – dove potere fare didattica in condizioni dignitose: lo ripeto, la scuola non è un parcheggio”. L’istruzione richiede contesti che garantiscano il benessere di chi ci lavora e di chi ci studia ogni giorno.

Il dibattito sulla redistribuzione dei giorni di scuola

Il successo dei progetti sperimentali, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, rientra nell’annosa questione sul calendario scolastico. Alcune proposte, come quella dell’attivista Francesca Fiore, suggeriscono di mantenere le 200 giornate complessive ma di redistribuirle diversamente durante l’anno. L’idea sarebbe quella di prevedere pause più frequenti e utilizzare gli edifici per attività educative gestite dal Terzo settore, rispondendo così meglio ai cambiamenti climatici e alle esigenze delle famiglie.

Di avviso opposto è la soluzione suggerita da Marcello Pacifico per tutelare i lavoratori dai rischi termici. Secondo il presidente dell’Anief, per preservare lo stesso numero di giorni di lezione ed evitare le temperature estive proibitive, la strada più logica sarebbe un’altra: “Se proprio si volesse andare a rivedere il calendario settimanale per preservare gli stessi giorni di lezione, bisognerebbe iniziare a ottobre e chiudere a fine maggio”.

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